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Competenze e intervento psicomotorio nell'ambito della presa in carico globale dei bambini con pci

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Eleonora Dardano - Università degli Studi di Catanzaro Magna Grecia - [2006-07]
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  • Bibliografia
  • Tesi completa: 93 pagine
  • Abstract
    “ Se volete sapere come ci si sente quando si è impossibilitati a comunicare, andate ad una riunione e fingete di non poter parlare. Usate le mani ma non carta e matita, perché queste generalmente non possono venir usate da persone con gravi disabilità fisiche, impossibilitate ad esprimersi verbalmente. Sarete circondati da persone che parlano: che parlano davanti a voi, dietro di voi, intorno a voi, sotto di voi. Voi verrete ignorati finchè vi sentirete come un elemento dell’arredamento.”
    (un giovane con parali cerebrale)

    Purtroppo l’handicap motorio è particolarmente evidente nelle PCI, soprattutto se il disturbo del tono altera la mimica e la postura; questo fa dì che bambini con livello intellettivo buono o discreto siano socialmente accettati o inseriti meno bene di quanto il loro patrimonio cognitivo consentirebbe, anche perché la produzione del linguaggio può essere ridotta o distorta dal deficit tonico-motorio.
    L’approccio rivolto al bambino in quanto persona deve essere centrato sulla globalità, allo scopo di favorire o restaurare anche la comunicazione. Tale globalità va intesa come stretta unione tra la struttura somatica, quella affettiva e quella cognitiva e si esprime attraverso l’azione, con la quale il bambino ci racconta tutta la sua affettività, i suoi desideri, ma anche le sue possibilità di comunicazione e concettualizzazione.
    L’obiettivo principale con bambini con PCI quindi non deve essere centrato al raggiungimento della motricità più armonica e fluida ma deve mirare soprattutto ad far acquisire nel bambino una maggiore accettazione delle problematiche e il superamento dei pregiudizi creando una rete di interazioni sociali significative.
    Il bambino vive nel mondo e con il mondo, se si perde di vista questo elemento si può cadere nell’errore di togliere un aspetto fondamentale per una crescita fisiologica e psicologica adeguata.
    L’esperienza con questo tipo di patologia induce a molte riflessioni, ad osservazioni che in qualche maniera influenzano il modo di pensare ed interagire.
    Questi bambini soffocati da un corpo che non riesce a dirsi, tra strategie ed apprendimenti, ,ma a volte basterebbe solo un po’ di ascolto e condivisione per farli sentire nel mondo.
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