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Governo e clima di opinione: un rapporto difficile

Autore
Riccardo Golota - Università degli Studi di Perugia - [2006-07]
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  • Bibliografia
  • Tesi completa: 144 pagine
  • Abstract
    Negli ultimi anni, i media hanno acquisito un ruolo di fondamentale importanza nella società, tale da influenzare vari settori.Un settore nevralgico della società, dove i mezzi di comunicazione di massa svolgono un ruolo centrale, è rappresentato dalla politica.Oggi più di ieri questo binomio, media e politica, è da considerarsi inscindibile perché si fa politica in base ai temi d’interesse generale che impongono i media.Per comprendere il collegamento tra media e politica, si analizzerà il concetto di “clima di opinione”, in particolar modo di “clima di opinione mediale”, centrale in questo studio.I mass-media sono particolarmente capaci di definire l’importanza dei temi da mettere al centro dell’attenzione e della discussione pubblica, condizionando l’attivazione e lo sviluppo di alcune dinamiche di opinione, creando, di conseguenza, una particolare visione, più o meno positiva, su certi argomenti e personaggi.Partendo da questo presupposto, la domanda che ci si pone è : “Quanto i media influenzano il clima di opinione in una campagna elettorale di tipo permanente?”.Per cercare di dare una risposta appropriata a questo interrogativo, si è intrapresa una ricerca, per comprendere come si crea un clima di opinione, favorevole o sfavorevole, nei confronti dei singoli competitori politici.Si è quindi deciso di esaminare la situazione italiana, restringendo il campo allo studio dei due maggiori quotidiani italiani: “La Repubblica” e il “Corriere della Sera”. Questi giornali sono stati analizzati per sei mesi, da Maggio a Ottobre 2007, in particolare sono stati rilevati gli articoli di cronaca politica dai quali emergeva, attraverso l’uso di determinati termini, espressioni ed immagini, un “frame” di vittoria o di sconfitta nei confronti dei due schieramenti in competizione nella scena politica: il “Centrodestra” e il “Centrosinistra”.Alla fine del periodo, dall’analisi dei giornali sono stati ricavati dei dati che sono stati poi successivamente confrontati con i risultati rilevati da un sondaggio rispondente alla “Domanda Winner”, svolto dall’istituto demoscopico Public S.r.l. negli stessi mesi.
    Questa tesi è stata svolta proprio per capire meglio i risultati emersi dalla ricerca empirica condotta. Il lavoro è stato diviso in tre capitoli che si andranno a riassumere brevemente.A conclusione di questo lavoro si è capito che il controllo maggiore o minore che le forze politiche possono esercitare sul clima di opinione costituisce una risorsa strategica decisiva per vincere una competizione.
    In questo contesto, il clima d’opinione appare sempre più un indicatore rilevante del processo di formazione dell’opinione pubblica, un frame politico strategico: costituisce in altre parole una cornice cognitiva che serve ad interpretare, a dare senso a situazioni, processi comunicativi e scenari.Valutando tutto il lavoro in un ottica più globale non legata al caso specifico analizzato, da questa ricerca si può dedurre che sembra esistere effettivamente un rapporto stretto tra il clima di opinione mediale e le aspettative di vittoria percepite dall’opinione pubblica.Tutto ciò che si può dimostrare è il fatto che i dati rilevati hanno trovato conferma nelle percentuali riguardanti le risposte alla domanda winner, ma non si può provare concretamente che esista questa stretta relazione, anche se emerge chiaramente un’ipotesi plausibile, che risponde ampiamente agli interrogativi iniziali.
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