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Nuove guerre, nuove forme di giustizia e riconciliazione sociale

Autore
Silvia Lippi - Università degli Studi di Roma Tre - [2005-06]
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  • Bibliografia
  • Tesi completa: 263 pagine
  • Abstract
    L’argomento scelto come oggetto del presente lavoro è costituito dall’analisi del concetto di giustizia transizionale, e dell’insieme dei mezzi che tale tipo di giustizia utilizza per raggiungere lo scopo della riconciliazione sociale, necessaria a seguito di un conflitto di carattere etnico.
    Per dare coerenza al lavoro è stato fatto un percorso logico che ha avuto inizio con l’analisi dell’evoluzione del concetto di guerra, fatta nel primo capitolo.
    Ho approfondito in particolare lo studio del concetto di male ed ho poi concentrato la mia attenzione sui metodi di svolgimento dei conflitti, andando ad approfondire categorie di crimini quali il genocidio, la pulizia etnica ed i crimini di genere, fondamentali proprio per comprendere i nuovi conflitti.
    Nel terzo capitolo ho preso in esame il percorso storico e normativo che ha portato alla nascita di una giustizia penale internazionale.
    Dopo aver fatto tale analisi del panorama giuridico internazionale, nel quarto capitolo ho affrontato lo studio della giustizia transizionale, cuore di questo lavoro.
    Attraverso l’analisi del trauma sono giunta ad analizzare la memoria collettiva ed il ruolo che essa svolge all’interno di un gruppo sociale, ed è a questo livello che si inserisce l’analisi delle Commissioni per la Verità e la Riconciliazione, veri e propri organi di carattere para giudiziario che si assumono il compito di indagare il passato, ricostruire la verità, molte volte condannare i colpevoli, il tutto teso alla riconciliazione sociale.
    Nel quinto capitolo, infine, ho condotto uno studio specifico su un caso particolare, lo Stato africano del Rwanda.
    L’esistenza di una spaccatura sociale che ha creato un sentimento di profonda sfiducia nel popolo rwandese ha reso necessaria l’applicazione di una giustizia di tipo transizionale in un Paese che pur tuttavia vede l’esistenza di un Tribunale Internazionale, e le Corti Gaçaça, analizzate nel paragrafo conclusivo del capitolo, sono proprio il mezzo particolare che il Governo rwandese ha scelto di utilizzare in alternativa ad una Commissione per la Verità e la Riconciliazione.
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