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La censura nella pubblicità

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Francesco Vinciguerra - Università degli Studi di Roma La Sapienza - [2006-07]
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  • Tesi completa: 54 pagine
  • Abstract
    L’argomento scelto per questa tesi è stata la censura, poiché riteniamo che osservandone gli aspetti, le manifestazioni, e andandone a ricercare le tracce nella nostra storia, si potrà forse cogliere degli aspetti precipui, rappresentazione del mutamento culturale stesso.
    Inizieremo osservando come la censura si sia manifestata nei mass media dal secondo dopoguerra ad oggi, ripercorrendone le fasi storiche.
    Partendo inizialmente dalla carta stampata, passando per la radio e arrivando infine a parlare della televisione, si affronteranno le differenti forme di censura ad esse applicate, riuscendo forse a trarre una visione più ampia di come questo “strumento”, abbia influenzato e sia stato al contempo influenzato dalla cultura stessa.
    Abbiamo focalizzato la nostra attenzione sulla pubblicità commerciale, per essere più precisi su alcuni spot, nel periodo in cui ci è parso di ritrovare un primo punto di passaggio tra una censura che aveva fino ad allora svolto un compito relativamente gravoso, ed un’attività censoria che si trovava ad affrontare cambiamenti sociali, che implicavano la scoperta della sessualità e dell’erotismo.
    La censura in campo pubblicitario è applicata da un particolare ente, l’Istituto per l’Autodisciplina Pubblicitaria, ed è proprio analizzandone la struttura ed il relativo funzionamento che abbiamo avuto modo di intravedere anche all’interno di esso e del suo codice, il Codice per l’autodisciplina pubblicitaria, le tracce di un costante cambiamento ed adeguamento all’esigenze culturali.
    Grazie all’esempio di alcune pubblicità di Toscani per Benetton abbiamo messo in luce una tattica comunicativa che si risolve nella “trasgressione”, che ha lo scopo di rendere il testo pubblicitario maggiormente visibile, ma che si scontra a volte con i divieti imposti dall’I.A.P.
    Un ulteriore spunto di riflessione ci è stato fornito da due spot della Vigorsol Air action, il primo del 2003 sottoposto a censura e il secondo del 2007 che ha visto la modifica parziale della sua parte finale. In quest’ultimo caso abbiamo riscontrato di trovarci di fronte ad un’azione manipolatoria, o meglio ad una modifica attuata dagli stessi pubblicitari dopo aver ricevuto alcune lamentele sulla presunta volgarità delle immagine conclusive. Appare quindi possibile affermare che l’evoluzione della nostra cultura sembra essere la chiave stessa per comprendere l’evoluzione della censura.
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