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Il concetto del ''diverso'' nella società giapponese

Autore
Monica Romano - Università degli Studi di Torino - [2004-05]
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  • Bibliografia
  • Tesi completa: 273 pagine
  • Abstract
    Questa tesi intende trattare il concetto del “diverso” nella società giapponese, verificare se esiste e analizzare chi sono i “diversi” in Giappone.
    Durante la ricerca, ho appurato che molte persone sono considerate “diverse” in Giappone e vista l’ampiezza dell’argomento da trattare ho scelto di circoscriverlo ad alcune “categorie”.
    Nel capitolo I introduco il concetto del “diverso” in Italia e in Giappone, andando ad elencare le diverse categorie di persone considerate “diverse” in Giappone.
    Nel capitolo II analizzo coloro che ho definito “i diversi storici” della società giapponese, ossia le minoranze etniche: i burakumin (benché non siano propriamente una minoranza etnica perché sono giapponesi a tutti gli effetti, ma sono considerati come “non-uomini”, al pari delle bestie), gli Ainu, i coreani e i Ryūkyūjin. L’ultima sezione del capitolo è dedicata ad uno studio sul come categorizzare i “giapponesi” e i “non-giapponesi”.
    Il capitolo III è dedicato ai sopravvissuti alle bombe di Hiroshima e Nagasaki e ai sopravvissuti all’attentato al gas sarin nella metropolitana di Tōkyō del 1995. Come vedremo, le persone sopravvissute a questi eventi sono considerate “diversi” dalla società Giappone e discriminati.
    Dal capitolo IV al VI mi sono avvalsa delle traduzioni da me fatte di alcuni volumi della collana Nihon no kaiso shistemu (Statrification System in Japanese Society) edita dall’università di Tōkyō, la più prestigiosa e accreditata università del Paese che si avvale di una redazione costituita dai professori più importanti del Giappone.
    Nel capitolo IV descrivo il posto occupato nella società giapponese dalle donne; le discriminazioni lavorative subite e le scelte che si trovano a compiere di fronte alle due alternative della vita: carriera o famiglia. Servendomi dei testi da me tradotti, analizzo la divisione del lavoro per sesso, l’ingresso nella società delle donne e le ragioni che portano le donne a ritornare nel mondo del lavoro ad orario part-time dopo aver cresciuto i figli.
    Nel capitolo V analizzo la condizione degli stranieri in Giappone, specialmente i coreani, i quali rappresentano il maggior numero di immigrati presenti in Giappone.
    Infine, il capitolo VI è dedicato ai mestieri in Giappone, dove ponendo l’accento sul prestigio dato dal lavoro svolto, descrivo i gesti e i linguaggi differenti che le persone usano a seconda dell’interlocutore che hanno di fronte e della stratificazione sociale connessa ai mestieri (andando a trovare i “diversi” in ambito lavorativo).

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