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Potere e strategia

Autore
Rita Loi - Università degli Studi di Cagliari - [2006-07]
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  • Indice
  • Bibliografia
  • Tesi completa: 75 pagine
  • Abstract
    Questo elaborato è diviso in tre parti: una prima parte dedicata al concetto di potere ed agli strumenti che utilizza per imporsi sugli altri, un secondo capitolo che affronta il tema del conflitto da un punto di vista sociologico, ed una parte conclusiva che parla della guerra riagganciandosi al concetto di deterrenza. Gran parte dell’obbiettivo di questo lavoro consiste nell’illustrare come il potere ed il suo uso possano incidere in maniera diversa e rilevante in ogni momento della vita di una persona. Facendo rimando al significato letterale del termine potere, per esso si intende la possibilità di fare concretamente qualcosa, di agire. Ma in realtà si tratta di un vocabolo dal significato multiforme di cui si trovano tracce praticamente ovunque: non esiste attimo o ambiente in cui il potere non si presenti mascherato da uno dei suoi molteplici significati. Il potere s’insinua nelle relazioni sociali asimmetriche producendo disuguaglianza ed aumentando le distanze tra le parti. Una forma particolare di potere è costituita dall’autorità, altro termine intorno al quale hanno ragionato gli studiosi di scienze sociali a partire da Weber. È il potere legittimo, il miglior modo per rispondere positivamente ad un comando. I due principali strumenti di cui si avvale il potere per trovare concretizzazione sono le promesse e le minacce, simboli di un potere che sfrutta l’agire potenziale in luogo dell’uso della forza. La tematica del conflitto sociale è stata affrontata sia in termini di “contrattazione tacita” sia in termini di “contrattazione esplicita” sottolineando come queste due forme non si escludano a vicenda ed anzi, come i risultati che raggiungono possano anche coincidere. In particolare, sono stati in seguito approfonditi il concetto di razionalità ed il suo contrario di irrazionalità, mettendo in evidenza come questi due aspetti siano egualmente rilevanti nell’orientare il processo decisionale. Qualunque settore delle scienze vorrebbe trovare il modo di spiegare comportamenti, azioni e conseguenze attraverso il solo meccanismo della razionalità, ma la realtà non ammette azioni sociali totalmente razionali o completamente irrazionali. Per questo motivo, la teoria dei giochi, oggetto di studio pressoché esclusivo delle scienze economiche, è stata riletta in chiave sociologica come teoria della scelta interdipendente. Il tentativo è quello di spiegare, meglio di quanto non faccia la matematica, attraverso strumenti di logica e razionalità, perché le scelte compiute dagli agenti siano sempre una reazione a quanto fa o potrebbe fare la controparte. Infine, attraverso l’esempio della guerra fredda, alla cui base vi erano fiducia e diffidenza reciproca, si è affrontato il tema della guerra limitata come generatore di rischio di una guerra totale. Il periodo storico conosciuto anche come “equilibrio del terrore” è stato contraddistinto dall’uso della minaccia deterrente e dell’attacco a sorpresa. Attraverso il disarmo si sono gettate le basi per un futuro in cui il posto della minaccia deterrente delle armi nucleari sarebbe stato preso da relazioni stabili e cooperanti tra i paesi.
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