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La formazione professionale rivolta all'handicap

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Michela Roma - Università degli Studi di Roma La Sapienza - [2003-04]
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  • Bibliografia
  • Tesi completa: 54 pagine
  • Abstract
    Nello scrivere questo resoconto sulla mia esperienza di tirocinio, ho seguito le regole complesse della narrazione avvalendomi delle metodologie che servono a costruire il resoconto clinico. Un resoconto clinico è qualsiasi tipo di narrazione che consente a chi racconta di descrivere un'esperienza e le emozioni ad essa correlate (Grassi, 2002). Austin, (1962) con la teoria degli atti linguistici fu il primo a parlare di persona attiva e dotata di autocontrollo, portatrice di interazioni e scopi. Per Harre e Secord (1972) ogni resoconto costituisce di per se un'azione da mettere in relazione, con i repertori comportamentali e con le categorizzazioni sociali, quindi il resoconto si fonda sulla caratteristica del comportamento umano di guidare il controllo delle proprie azioni con l'uso del linguaggio. Il linguaggio è di fondamentale importanza, rappresenta lo strumento essenziale che permette di spiegare il comportamento dal punto di vista dell'attore, il linguaggio non servirebbe solo per comunicare o descrivere il mondo ma anche per attuare modifiche e per fare in modo che i nostri interlocutori accettino il nostro punto di vista. Come afferma K. R. Popper (1978): "Il linguaggio ci permette di dissociarci dalle nostre stesse ipotesi e di valutarle criticamente". Il termine narrare viene dalla radice gna- che significa "rendere noto", il suffisso -zione derivato dal latino actione, trasmette alla narrazione il tratto semantico dell'agire espandendo il suo significato fino a comprendere l'azione, il gesto e, di conseguenza la situazione relazionale (Arrigoni e Barbieri, 1999). C'è inoltre un forte legame tra il contesto e il testo narrativo, che impone enorme attenzione alle motivazioni che spingono alla stessa azione.

    L'ipotesi di un pensiero narrativo (Bruner 1991) ha avuto largo successo, tanto da essere considerato lo strumento privilegiato attraverso il quale l'uomo interpreta le realtà, collegandosi direttamente dalla vita sociale, risultato di costruzioni narrative, il significato che sì da alla realtà viene ad essere legato alle narrazioni condivise socialmente che la cultura d'appartenenza propone ai singoli individui. Il testo narrato risente anche del "Se narrativo" (Stern, 1985), la capacità cioè di tradurre in termini linguistici l'esperienza personale; è una capacità umana di vivere non solo nel mondo della realtà ma anche in un mondo simbolico. Il resoconto clinico è una narrazione personale dei fatti, per il quale come osserva Bruner (Bruner, 1990, p.124), ogni Biografia è il prodotto comune del narratore e dell'ascoltatore, è anche ciò che produce l'esperienza stessa diventando strumento privilegiato per rappresentare il proprio passato ma anche per ricrearlo e modificarlo. Un ruolo importante qui è svolto "dall'Io tessitore" che costruisce e cerca il senso della propria vita.
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