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Il significato della velazione nella religiosità antica

Autore
Doriano Vittori - Università degli Studi di Perugia - [2006-07]
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  • Tesi completa: 169 pagine
  • Abstract
    Il mio studio si propone di analizzare l'uso della velazione, pratica che affonda le proprie radici in momenti storici, antichi e religiosi remoti, ma che e’ presente ancora con diverse accezioni non solo in Medio Oriente, bensì in molti paesi del mondo.Di certo si può sostenere che la velazione (atto rappresentativo di coprire il corpo, in particolare il capo, con un oggetto che ha valore religioso) e’ nata
    originariamente come una protezione nei confronti degli agenti atmosferici, quali la sabbia o la polvere, e per contesti antropologico-sociali.Attualmente la velazione è prevalentemente identificata con l'Islam (patriarcale, arcaico, intollerante, oppressivo), e in tale ampio contesto mondiale esso testimonia la differenza storica, culturale e religiosa di genere che si collega ad una interpretazione dell'identità della persona divina, attraverso un segno di salvaguardia di purezza di santità antica.Si ricorda, ad esempio, che il “velo” era usato dalle donne greche e dalle donne romane aristocratiche per poi essere adottato in ambito religioso dalla società bizantina, dove si associava alla figura della Madonna, sempre velata.L’incontro nella comunità politica di culture spesso profondamente diverse per costumi, religioni e tradizioni spinge gli Stati nazionali ad affrontare il problema più sul piano amministrativo che normativo.


    Questa multiculturalità e la conseguente multireligiosità fanno emergere la consapevolezza di trovarsi di fronte ad un problema che normalmente vede nel simbolo di appartenenza religiosa l’oggetto e motivo ispiratore del problema stesso.

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