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Tossicodipendenza: analisi comparata delle politiche sociali in occidente e ipotesi d'intervento

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Veneria Marchesi - Università degli Studi di Bologna - [2003-04]
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  • Bibliografia
  • Tesi completa: 177 pagine
  • Abstract
    Analisi degli effetti delle politiche.
    Il confronto dei dati statistici necessita di cautela, a causa delle differenze di definizione; della qualità delle segnalazioni e delle variazioni % regionali, interne ad ogni Paese. Tenuto conto di questi limiti, si può tracciare per l’U.E. una tendenza generale.
    Per ciò che concerne l’andamento complessivo dei decessi per overdose, se ne registra, nonostante un evoluzione irregolare, la continua crescita anche se in misura meno netta, rispetto al picco degli anni Ottanta e primi anni Novanta. Questa tendenza complessiva, potrebbe riflettere la rapida espansione dell’uso di eroina per via parenterale, in molti Paesi europei nel corso di quegli anni. Mentre le tendenze recenti, si collegherebbero in alcuni Paesi, alla diminuzione del consumo per via endovenoso, probabilmente, dovuta all’aumentata disponibilità di soluzioni terapeutiche, fra cui i programmi di trattamento farmacologico sostitutivo.
    La tendenza del consumo generale di sostanze stupefacenti in tutta l’U.E ed USA, ha registrato un notevole incremento, come dimostrato dalle relazioni dell’OMS. Nonostante sia diminuito l’uso parenterale di eroina, per contro, oggi si assiste ad un nuovo fenomeno, rappresentato dalla poliassunzione, con un incremento dei consumatori di cocaina, ecstasy, crack, etc. Già questo dato di per se, ci potrebbe indicare l’inefficacia delle politiche ma ovviamente sarebbe riduttivo limitarsi a questo. È importante invece comprenderne il perché e cosa non funziona.
    Confrontando gli orientamenti legislativi, non si rileva una particolare relazione tra l’aumento dei consumatori e il trattamento giuridico. Dall’ indagine svolta, sembra che tale aumento sia più connesso a motivazioni sociali e agli stili di vita. Occorre quindi sottolineare l’importanza delle misure di prevenzione. Nell’U.E., la risposta istituzionale in questo campo appare abbastanza omogenea, ed emerge che le politiche funzionano solo in presenza di sforzi significativi nel campo della prevenzione, dell’educazione e della riabilitazione integrale; infatti tutto ciò che concerne gli interventi di prevenzione primaria, secondaria e terziaria (ovvero prevenzione delle ricadute), hanno il fine di creare, le condizioni che portano i soggetti a non usare o riutilizzare droghe. Per questo motivo, dal confronto tra le varie politiche attuate in occidente, emerge che quelle svedesi, hanno una valutazione di maggiore efficacia, rispetto a quelle degli altri Paesi presi in esame.
    Va sottolineato che a livello europeo, le ricerche e gli interventi nell’area della prevenzione sono scarse, inoltre, si utilizzano ampiamente ricerche e modelli nordamericane, nei quali gli obiettivi e l’ambiente stesso in cui si realizzano sono diversi rispetto alla situazione europea.
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