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Sic et non nei processi mediatici di ricezione del testo costituzionale europeo

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Massimiliano Nespola - Università degli Studi di Roma La Sapienza - [2006-07]
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  • Bibliografia
  • Tesi completa: 268 pagine
  • Abstract
    L’intento di questa tesi è stato quello di approfondire la questione aperta relativa alla ratifica del Trattato che adotta una costituzione per l’Europa, rivisitato recentemente e definito, nell’ottobre 2007, Trattato di Lisbona. L’attenzione al tema prende le mosse dalla risposta negativa al referendum costituzionale del 29 maggio e del 1° giugno 2005, rispettivamente in Francia e Olanda. A quel “no” si sono susseguiti: da un lato, un ripensamento in merito alla possibilità di integrazione da parte delle opinioni pubbliche, in vista di una probabile revisione dei contenuti e anche della forma del trattato costituzionale; dall’altro, la riflessione filosofica sui passi futuri da compiere, attraverso la diffusione di opinioni personali, commenti, critiche, da parte degli opinion maker dei differenti stati.
    Preliminarmente, si è tracciato un quadro ampio e generale di alcuni problemi aperti nella vita delle istituzioni europee: l’inquadramento del problema del “no” al trattato, come possibile apertura di ulteriori fronti di discussione in merito, oppure come volontà di rifiutare l’interrogativo posto per via referendaria; il disinteresse di alcune fette della popolazione comunitaria, che non si informano con continuità sull’Europa; la probabile difficoltà di immaginare la sovranità statale conciliata con un organo transnazionale; la contraddittorietà di un rifiuto senza un chiaro colore politico.
    Il ruolo della stampa è centrale per cogliere qual è stato il trattamento del tema e quanto è stato esauriente. È stato utile, a tal fine, analizzare l’agenda europea di alcune tra le testate di maggiore tiratura di Italia, Belgio, Lussemburgo, Francia ed Inghilterra. Una attenzione particolare è stata rivolta agli editoriali, strumenti del lavoro giornalistico cruciali per la formazione di un’opinione sull’argomento, anche nel breve termine. Il periodo di maggiore interesse è stato quello che va dal 1° maggio al 30 giugno 2005, considerato “caldo” per via del voto concesso nei due stati membri, irrinunciabile per la raccolta di punti di vista sul tema. Si è rivelato tale anche se messo a confronto con altre scadenze rilevanti per l’Europa, ad esempio il termine massimo del 1° novembre 2006, originariamente fissato per la ratifica del trattato e che però non è stato affatto inserito nell’agenda delle testate.
    Effettuata quindi l’analisi della stampa, l’obiettivo di questa tesi è stato quello di trarre conclusioni di natura etico – speculativa: i media hanno sostenuto o meno il progetto di trattato costituzionale? È stato un “no” dettato dall’incomprensione di un problema o dal rifiuto di affrontarlo? È stato un “no” causato dalla complessità del progetto, dalla difficoltà di gestire un contraddittorio a troppe voci? Dalla lettura dei testi selezionati emerge un messaggio connotato in senso etico? Come si può definire l’identità europea, quali sono i suoi elementi distintivi e quali, tra di essi, potrebbero essere evidenziati meglio se la stampa fosse più attenta ad essa e fornisse a questi temi un’attenzione costante nella sua agenda?
    È stata svolta parte del lavoro tramite una borsa per tesi all’estero. A Bruxelles, è stato possibile incontrare da vicino alcuni protagonisti della vita delle istituzioni europee, interrogandoli quanto più possibile per comprendere cosa l’Unione Europea rappresenti per i cittadini, attualmente, e cosa potrebbe rappresentare se riuscisse a coinvolgerli ed appassionarli maggiormente in futuro.
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