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Italiani ad Auroville

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Marco Abate - Università degli Studi di Roma La Sapienza - [2006-07]
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  • Bibliografia
  • Tesi completa: 170 pagine
  • Abstract
    Questo mio lavoro ha lo scopo di presentare l’esperimento sociale della città di Auroville in generale e la comunità di persone di nazionalità italiana ivi residente in particolare.
    Nella prima parte ho cercato, in modo sintetico ma spero sufficiente, di ripercorrere cronologicamente la storia della città, dalla sua genesi ad oggi. Per fare questo mi é sembrato doveroso iniziare dalla vita e dal pensiero di chi questa città l’ha ideata e resa possibile, per poi giungere alla presentazione della stessa nei suoi aspetti sociali, economici e politici.
    La seconda parte é invece dedicata agli italiani residenti ad Auroville che ho avuto la possibilità di conoscere ed intervistare e dalle cui dichiarazioni sono emerse esperienze e sensazioni simili e condivise, soprattutto in merito a temi quali la migrazione, l’identità italiana ed il pensiero religioso; che ho cercato di analizzare e di approfondire.
    Dall’analisi delle interviste, infatti, si delinea la figura di un individuo insoddisfatto dell’Italia e dell’Occidente in generale, sordo alla retorica nazionalista, profondamente critico nei confronti della religione e ben inserito in un contesto decisamente multiculturale. In una parola, secondo la definizione di Hannerz, un cosmopolita, che incorpora e condivide i valori di Auroville e che in essi (e nella quotidiana esperienza di vita nella città) dichiara di realizzarsi pienamente, cosa che la maggior parte degli intervistati non ritiene possibile altrove.
    Auroville rappresenta un esperimento unico nel suo genere per il consenso e l’interesse istituzionale che ha ricevuto già dalla sua fondazione e che continua a suscitare tuttora, ma esperimenti di vita comunitaria alternativa sono in continuo aumento ed il Global Ecovillage Network e’ una realtà mondiale che esiste dal 1995.
    Anche in Italia esistono situazioni simili: basti pensare agli Elfi o alla “Città delle acque” , però questi esperimenti sembrano non suscitare l’interesse dell’ordine costituito, rimanendo dunque misconosciuti e difficilmente gestibili o replicabili e questo, in un mondo dove sempre più si parla di multiculturalismo e di ecosostenibilità , appare indicativo di una situazione di miopia e conseguente retorica passiva.
    In un lavoro futuro mi piacerebbe approfondire la conoscenza degli innumerevoli progetti e proposte di Auroville proprio nell’ottica di un tentativo di traduzione/riproducibilità degli stessi, perché sono convinto che problematiche inerenti l’ecosistema ed il vivere comunitario siano sempre più urgenti e importanti .
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