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La relazione fra costi economici e costi politici del multilinguismo nell'Unione europea

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Michele Gazzola - Università Commerciale Luigi Bocconi di Milano - [2001-02]
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  • Tesi completa: 175 pagine
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    Come si configura la prassi del multilinguismo nell’Unione europea? E quali sono i suoi costi? Perché le spese per i servizi linguistici delle istituzioni dell’Unione europea si colorano in modo diverso a seconda dei commentatori che ne parlano? Perché a volte sono definite "titaniche", altre volte "cospicue", altre ancora "giuste", oppure sono "inutili" per alcuni o "indispensabili" per altri? Il multilinguismo è un ostacolo o una ricchezza per l’Europa?
    Questo studio cerca di fare chiarezza sull'argomento e di sfatare alcuni miti.
    In una prima parte si descrive in che modo l'Unione europea affronta e gestisce al suo interno e verso l'esterno una comunicazione coerente con la gran varietà d'idiomi presenti sul continente, tenendo allo stesso tempo conto dei vincoli di bilancio e dell'efficacia della comunicazione. Si prendono quindi in esame il regime linguistico comunitario, i servizi linguistici dell'Unione e il multilinguismo quale è praticato in ciascuna istituzione europea.
    Successivamente, si cerca di inquadrare la questione dei costi e dei benefici del multilinguismo attraverso la concorrenza di cinque ragioni base: le ragioni giuridiche, le ragioni politiche, le ragioni culturali, le ragioni della comunicazione e le ragioni di bilancio.
    Infine, si applica il quadro concettuale elaborato precedentemente al caso particolare del Parlamento europeo e si vagliano nella loro sostenibilità politica e finanziaria i modelli alternativi di regime linguistico proposti nella prospettiva del Parlamento allargato.
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