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Problematiche sociali, economiche e culturali del rischio rifiuti ad Avellino

Autore
Giovanni Picillo - Università degli Studi di Roma La Sapienza - [2006-07]
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  • Bibliografia
  • Tesi completa: 143 pagine
  • Abstract
    Il lavoro che ho condotto, strutturato in tre parti, rappresenta un tentativo di indagine nel complicato mondo del rischi ambientali in Campania ed in Irpinia. Il quadro teorico di riferimento attinge da una vasta e attualissima letteratura che tratta i rischi globali e la qualità della vita postmoderna. Una volta chiarito quale è l’impianto teorico di partenza ed il parallelismo che sussiste tra rischi globali e rischi locali , ho mirato direttamente ad acquisire conoscenze sulla percezione sociale di determinate categorie di rischio , o di rischi concreti associati a specifiche situazioni ( tra queste , lo smaltimento e l’emergenza dei rifiuti in Campania ed in Irpina). Nel corso dell’analisi si fa dunque chiarezza su un tema che negli ultimi anni ha suscitato particolare interesse negli studiosi : quello relativo alla percezione dei rischi ambientali ,che si propone , del resto , come un aspetto di un più vasto oggetto di riflessione e di ricerca empirica che concerne le rappresentazioni della natura , dell’ambiente di vita , dei valori simbolici che sono ad essi attribuiti e così via. Una volta impostata la prima parte teorica mi è sembrato opportuno collegarla ad un quadro legislativo di riferimento, che è tanto vasto quanto inefficace. Dal quadro stesso si evince che in Italia ancora non vengono rispettate le normative europee in materia di rischio ambientale e smaltimento rifiuti. La Campania, inoltre, è la regione italiana con il più basso indice percentuale di raccolta differenziata. Non a caso si trova anche in uno stato di emergenza rifiuti che dura sin dal 1994 dovuto ad una serie di concause, non ultima quella del mancato o erroneo utilizzo della comunicazione ambientale nei momenti di particolare rischio. Abbiamo osservato, inoltre, che l’ Irpinia è coinvolta solo periodicamente nell’emergenza regionale e può ancora operare scelte sensate per scongiurare che il rischio si trasformi in emergenza. Questa riflessione è anche il filo conduttore delle interviste che ho rivolto ad amministratori ed esperti del settore, riscontrando in ciascuno di loro un forte interesse per l’incentivazione della cultura ecologica attraverso lo strumento della persuasione comunicativa. Infine, nelle conclusioni ho sottolineato che in Campania urgono interventi immediati e concertati tra le parti per salvare un territorio che per anni ha ingoiato i rifiuti tossici di mezza Europa.
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