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Filosofia del Linguaggio e Costruttivismo Ermeneutico

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Filippo Martellacci - Università di Firenze - [-]
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  • Bibliografia
  • Tesi completa: 102 pagine
  • Abstract
    Il Linguaggio e le sue forme è un aspetto fondante di tutta l’esistenza umana, è grazie a questa facoltà che le persone appartenenti a qualsiasi cultura e status possono interagire tra loro ed è proprio a causa di ciò che si generano certe quaestiones e che, di conseguenza, si cercano di risolvere.
    In questo elaborato di tesi si è scelto di confrontare due orientamenti di pensiero che considerano centrale il linguaggio nella discussione che, negli anni, hanno aperto. Questi due orientamenti posti agli antipodi di questa produzione sono la Filosofia del Linguaggio di J.L. Austin e il Costruttivismo Ermeneutico di H. Maturana e R. Harré.
    Si deve precisare che il percorso di analisi è stato alquanto lungo e faticoso perché il punto di partenza, la Filosofia del Linguaggio, apre campi di indagine diversi e tutti di ampia portata concettuale. E’ da sottolineare che nel momento in cui si è individuato il cardine dell’argomento, il “come fare cose con le parole”, che poi è anche il titolo del libro di riferimento di questa tesi, si è visto con più chiarezza quale potesse essere il percorso tematico di questo elaborato.
    Il lavoro vuole cercare di dimostrare se esista una compatibilità e quindi un parallelo tra il grande contributo di J.L. Austin nel vedere il linguaggio come agente oltre che veicolo delle azioni dell’uomo e il Costruttivismo, che assume la realtà come una ‘costruzione’.
    Per analizzare questa domanda si è scelto il contributo di G. Bateson grazie al quale si è amplificato il problema, perché ci si è scontrati con un autore dal pensiero rivoluzionario e visionario, che fa realmente perdere “la diritta via”, tuttavia Bateson ha fatto da pontefice (lat. Pontifex etim. pōns-tis e făcere – ‘colui che fa i ponti’) tra l’aspetto propriamente filosofico dell’analisi degli atti linguistici e il lato legato alle conseguenze psicologiche che il linguaggio produce nella rete di relazioni interumane.
    Grazie al contributo di V. Kenny e H. Maturana si è potuto leggere Bateson sotto una chiave meno oracolare nel senso che si è analizzato con più facilità il suo pensiero e lo si è potuto porre al centro di contributi e riletture come quelle di E. Von Glaserfeld o P. Dell che ne studiano il lato che vede legati sistema e linguaggio.
    Nell’ultima parte ci si è concentrati sulla spiegazione dei vari modelli di Costruttivismo, soffermandosi sull’ultimo costruttivismo detto ermeneutico. Il Costruttivismo Ermeneutico considera il linguaggio la massima espressione per la costruzione della conoscenza e della rete di rel-azioni. Ogni spiegazione della realtà è frutto di interpretazioni.
    I due autori presi in esame nella parte finale sono H. Maturana per quanto riguarda un parallelo prettamente filosofico, secondo cui il linguaggio è assunto come artefice delle azioni e R. Harré grazie al quale si vede in questi ultimi anni l’alba per la cosiddetta Psicologia Discorsiva, che prende come punto di indagine iniziale quella grande idea di Austin per cui si possa agire con le parole.


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