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Internet e la rivoluzione connettiva. Le comunicazioni in rete e il loro impatto sulle relazioni internazionali.

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Giuseppe Mancini - Libera Univ. Internaz. di Studi Soc. G.Carli-(LUISS) di Roma - [1995-96]
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  • Tesi completa: 217 pagine
  • Abstract
    Per la prima volta nella storia si ha la chiara e condivisa percezione che le trasformazioni tecnologiche a cui assistiamo hanno portata rivoluzionaria. Siamo infatti all’alba di un mutamento cataclismatico ed irreversibile, caratterizzato da processi di vorticosa trasformazione degli individui e della società nella sua interezza. L’insieme di questi effetti può essere definito Rivoluzione ConNettiva, visto che solo l’ultima fase del processo di diffusione delle tecnologie informatiche, che coincide con l’avvento e lo sviluppo di Internet, possiede caratteristiche ed implica possibili effetti propriamente rivoluzionari. E la specificità della Rete rispetto ad ogni altra creazione tecnologica è di connettere in maniera solida e duratura individui e gruppi globalmente dispersi, consentendo il denso interscambio di informazioni, idee, risorse finanziarie ed emozioni.
    Le mutazioni profonde che caratterizzano la Rivoluzione ConNettiva investono in maniera diretta il regno della politica, ormai proiettato in uno stato di flusso: le modalità, i contenuti, gli attori, le finalità dell’azione politica vengono ad essere ridefiniti dall’utilizzo sempre più massiccio e raffinato di Internet e delle altre tecnologie dell’informazione e della comunicazione. In estrema sintesi, lo scenario che si profila sembra decretare il ridimensionamento della dimensione statale, destinata a perdere la propria centralità a favore di un duplice livello di azione politica: simultaneamente locale e globale. Il tutto, mentre i tempi della politica si condensano e tendono allo just-in-time, alla politica in tempo reale.
    In primo luogo, gli strumenti comunicativi digitali consentono di vivificare e rafforzare le forme democratiche oggi esistenti, privilegiando la dimensione locale sia in chiave di partecipazione che di decisione politica. Grazie alla creazione dei community networks, dei free-nets e delle città-digitali, stiamo già assistendo ad una rivoluzione dell’attività burocratica, mentre i cittadini acquistano la concreta possibilità di accedere ad una quantità impressionante di informazioni e di partecipare attivamente al processo politico, attivando rapidi canali di collegamento con i propri rappresentanti e manifestando frequentemente le proprie opinioni. I legami sociali vengono rafforzati, proprio in questo ambito municipale, dalla possibilità di interagire in appositi spazi elettronici di discussione, orientati allo scambio di idee e alla cristallizzazione di proposte politiche.
    In secondo luogo, Internet rende possibile l’azione di gruppi solitamente ai margini dell’attività politica tradizionale, che per via elettronica organizzano campagne di protesta ed azioni dimostrative, raccolgono fondi, reclutano nuovi membri e soprattutto diffondono informazioni alternative rispetto ai mezzi di comunicazione di massa tradizionali. Il tutto in una dimensione globale: sia perché globali sono spesso i problemi che affrontano; sia perché globali sono le interconnessioni che riescono a formare con gruppi affini fisicamente dispersi; sia perché globale è l’opinione pubblica che progressivamente sta emergendo, capace di influenzare il processo politico, vincolando le scelte dei soggetti politici statali in maniera diretta e convincente.
    In terzo luogo, è fondamentale mostrare la concentrazione dei tempi della politica, che tendono all’immediatezza sia nella dimensione locale che in quella globale. Da un lato, si profila la possibilità di scambi comunicativi fitti e serrati tra individuo e individuo e tra individui ed amministrazione; dall’altro possono già essere evidenziati fenomeni come la nascita di nuovi attori politici organizzati sulla struttura del network, come l’ideazione di campagne che richiedono tempi di azione ristrettissimi, come la reattività estrema dell’opinione pubblica alle sollecitazioni grazie alla superconduttività informativa della Rete. Gli stessi partiti politici tradizionali, se non riusciranno ad adeguare strutture e strategie di comunicazione alle nuove esigenze di apertura, interconnessione e reattività, verranno probabilmente sostituiti da nuovi gruppi completamente deideologizzati ed intermittenti, in grado di attivarsi in tempi brevissimi su singoli problemi.
    Tuttavia, la concreta cristallizzazione di questo scenario è messa in dubbio da due minacciosi ostacoli. Prima di tutto, la distribuzione altamente sproporzionata degli strumenti conNettivi, molto ridotta negli stati in via di sviluppo e nelle fasce disagiate della popolazione anche negli stati altamente industrializzati, che rischia di creare nuove ed irreversibili divisioni. Inoltre, le iniziative censorie - dirette e velate - da parte di stati, gruppi ed individui, che potrebbero ridurre la vibrante diversità culturale di Internet all’omogeneità di modelli standardizzati.
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