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Dal circuito penale al reinserimento lavorativo

Autore
Federico Falaschi - Università degli Studi di Firenze - [2004-05]
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  • Bibliografia
  • Tesi completa: 183 pagine
  • Abstract
    Tramite questo lavoro, abbiamo voluto addentrarci nelle difficili e palustri acque del mondo della detenzione e del successivo rientro in società.
    Il punto di partenza sarà un excursus della storia del carcere ( non sempre lineare a causa delle svariate forme di punizione ) e del suo sviluppo nel corso degli anni. Ci soffermeremo, in particolar modo, su una “rivoluzionaria” riforma penitenziaria, cioè la legge 354/75. Invischiati nella tortuosa analisi di questa complessa disposizione, si è reso necessario lo studio minuzioso di due misure alternative alla detenzione, come l’affidamento in prova al servizio sociale e la semilibertà, i quali, a nostro avviso, risultano essere provvedimenti adatti per un eventuale reintegro in società.
    Successivamente, il viaggio proseguirà a tappe come su un ipotetica catena in cui per raggiungere il suo capo è indispensabile toccare tutti i suoi anelli che la compongono. A tal proposito, quindi, si è sentita l’esigenza di approfondire il raggio d’azione dei Servizi Sociali per Adulti, i quali, come vedremo anche in una indagine verticale, sono impegnati su più fronti e attivi nella promozione di progetti volti a tutelare e promuovere l’inserimento dei detenuti nel mondo del lavoro.
    Di seguito, considereremo come l’operato dei Servizi Sociali sia strettamente vicino a quello delle Cooperative Sociali di tipo b, reputate quest’ultime ago di una bilancia in cui su di un piatto poggiano i detenuti e gli ex detenuti emarginati e sull’altro la reintegrazione socio-lavorativa.
    Le cooperative sociali saranno poi agganciate (tramite la legge Smuraglia e la legge 68/99) alla seconda parte del nostro lavoro, dedicata alle aziende pubbliche e private. Queste ultime costituiscono un obiettivo di portata storica, in quanto esempi di una modalità di intervento priva di stigmatizzazione. Infatti, si sono rese protagoniste di un’enorme cambio di mentalità e di un’apertura globale verso l’universo delle persone svantaggiate. A testimonianza di ciò, illustreremo la felice unione che hanno avuto nel territorio livornese, con i progetti SP. IN. ed EQUAL.
    Attraverso i dati dei suddetti progetti parleremo dei loro ottimi risultati e delle potenzialità ancora da esprimere.
    La parte conclusiva del nostro lavoro sarà rivolta alle dinamiche emozionali delle persone svantaggiate e alle seconde opportunità che vengono loro concesse. Analizzeremo, a tal proposito, l’impegno nel sociale dimostrato dall’azienda Coop (cooperativa di distribuzione alimentare al dettaglio) nel corso degli anni attraverso l’adesione e il sostegno a diversi progetti ed infine, racconteremo la storia di tre soggetti svantaggiati che rappresenteranno il dato qualitativo del nostro lavoro.
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