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Fra giornalismo e storia: Armando Perotti

Autore
Rossella Laterza - Università degli Studi di Bari - [2006-07]
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  • Indice
  • Bibliografia
  • Tesi completa: 116 pagine
  • Abstract
    Rileggere oggi le pagine di un personaggio noto, anche se nell’ambito limitato della cultura barese di fine Ottocento, comunica un senso di riconosciuta attualità. Le pagine, allora rinomate, suonano adesso non come reperti di antiquariato, ma vivi ritratti d’epoca trasmessi da un convincente comunicatore e divulgatore quale il Perotti è stato, cantore e antesignano di attuali concetti di cultura civile come quello di bene culturale.
    "Bari ignota"?Il primo capitolo di questo lavoro illustra la vita di Armando Perotti poi le opere e l’influenza determinata sul contesto culturale; il lavoro continua con le note critiche di chi ha studiato quest’autore, entrando nel suo mondo scoprendone i variegati aspetti, tra cui ad esempio l’attenzione per le minoranze linguistiche. Il lavoro si completa con un’ampia appendice documentaria suddivisa in tre sezioni: la descrizione del Fondo Perotti della Biblioteca Nazionale di Bari, la cronologia, articoli scelti la cui catalogazione, per quelli scritti nell’arco temporale 1919-1921, fu in parte da lui stesso curata (qui riportati come schede) unitamente a un supplemento di articoli sugli ebrei pugliesi a Corfù (riportati per esteso), e tavole in allegato. Concludono il lavoro alcune riflessioni sul senso storico, sull’opera complessiva di Armando Perotti come scrittore e giornalista, (senza escludere la produzione letteraria e in particolare poetica).
    Non si può rinunciare a un senso della storia, in quanto, volenti o nolenti, noi facciamo sempre delle ipotesi sul senso della storia; quindi quelli che dicono che le filosofie della storia son finite, che le ideologie sono morte fanno delle forzature, così la dimensione globale diventa uno schema che si privilegia rispetto agli altri, nella surmodernità. Visse quando il giornalismo era l’unica fonte di comunicazione di massa e quindi le informazioni, presenti nella mente di chi scriveva, si trasferivano in quella di chi leggeva contribuendo a formare la pubblica opinione, spesso trasferendo un patrimonio di cultura in verticale, di una certa durata. Quando le idee si trasmettono in orizzontale, la velocità di diffusione si moltiplica; oggi si comunica virtualmente in tempo reale a distanza, allora inimmaginabile, in modo più allargato ma anche adesso, se è unico il trasmittente e molti i riceventi, i dati si diffondono capillarmente e sibillinamente. Non è il mezzo di comunicazione e riproduzione, il messaggio, ma la selezione delle idee, la confezione, il target.
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