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Riti di iniziazione e nonnismo nelle caserme della Folgore

Autore
Massimiliano Santucci - Università degli Studi di Torino - [2000-01]
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  • Bibliografia
  • Tesi completa: 277 pagine
  • Abstract
    Chi da questa lettura si aspettava risposte certe a riguardo di un problema ben definito rimarrà certamente deluso. La ricerca del primum mobile è rimasta senza risultati ma l’aver affrontato il tema da punti di vista differenti si spera possa aver favorito la nascita di una coscienza critica attorno ad un argomento che si è prestato per lungo tempo a dilettantismi di ogni genere.
    Il nonnismo, fenomeno isomorfo a processi ecologici osservabili nel regno animale (si ricorderà “l’ordine di beccata” ), risulta profondamente legato al bisogno umano di gerarchizzare e “mettere ordine” e trova nelle variabili endogene e strutturali del mondo militare un ambiente particolarmente favorevole al proprio sviluppo. La convivenza coatta di molti giovani in luoghi ristretti e con libertà limitata ha sempre prodotto la nascita di fenomeni ad esso simili anche laddove (accademie, college, luoghi di lavoro) l’aspetto coercitivo era meno esplicitamente presente. Che questo potere informale sia esercitato in base all’anzianità di servizio rappresenta una caratteristica secondaria poiché, laddove questa forma di legittimazione non si è resa possibile, altre gerarchie, basate sul merito, il grado o la prepotenza, sono sorte altrettanto spontaneamente.
    In questo senso il nonnismo pare configurarsi come fenomeno lineare e ciclico allo stesso tempo, da sempre fisiologicamente presente nelle comunità militari. Una consuetudine occasionalmente colpita da “bombardamenti esogeni”, ma ritornata sempre, nel volgere di breve tempo, ad occupare la propria posizione all’interno degli equilibri istituzionali.
    Tra i fattori esogeni che sembrano aver occupato un ruolo importante nel radicarsi del fenomeno vi è l'età media della popolazione chiamata a prestare il servizio militare: tra i ventenni che negli anni hanno popolato le caserme italiane determinati atteggiamenti di tipo goliardico hanno ovviamente trovato terreno fertile, tantopiù in un contesto che può mettere a dura prova l’equilibrio psichico in un periodo, come quello postadolescenziale, già di per sé gravido di problematiche personali. Esogene sono da considerarsi anche tutte le variabili legate a ciò che i media e il mondo politico hanno veicolato, sotto forma di informazione, riguardo gli eventi al nonnismo correlati e che possono alla lunga avere inciso non solo sulla percezione di essi, ma anche sulla loro effettiva esistenza (“la profezia che si autoadempie”). Non si esclude quindi, che il troppo parlare che si è fatto in questi anni a proposito del nonnismo, abbia in qualche modo favorito la sua ascesa da fenomeno naturale e secondario a tema morboso e per questo carico di una subdola e deleteria attrattiva. Il rischio maggiore è che il nonnismo lasci spazio ad atteggiamenti che, al di fuori di una “tradizione” ben consolidata, possono assumere forme ben più deleterie, slegate dalla logica di gruppo e per questo non facilmente prevedibili, più pericolose e ingovernabili
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