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Inserimento lavorativo per i pazienti psichiatrici: un'opportunià socio-riabilitativa. L'esempio dell'Alto Friuli

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Erika De Colle - Università degli Studi di Trieste - [2004-05]
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  • Tesi completa: 146 pagine
  • Abstract
    1. IL SISTEMA SANITARIO NAZIONALE



    1.1. La legge 833/78

    La costituzione italiana all’articolo 32 recita: “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti. Nessuno può essere obbligato ad un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana”.
    Per rendere effettivo tale enunciato, nel 1978, dopo una lunghissima discussione parlamentare, è stata varata una delle più importanti riforme del nostro paese: la riforma del Servizio Sanitario Nazionale (1° riforma).
    I contenuti del suddetto provvedimento sono stati ispirati anche da altri principi costituzionali, oltre che dall’art. 32.
    Questa importante legge ha determinato il definitivo tramonto del sistema mutualistico basato sul principio assicurativo obbligatorio: tutti i cittadini italiani, in quanto tali, hanno diritto alla tutela della salute attraverso le prestazioni erogate dal S.S.N. Tale legge ha regolamentato l’attuazione, attraverso strutture e servizi, delle attività volte a prevenire, promuovere, mantenere e recuperare le condizioni di salute d’ogni cittadino; con essa è stato assunto un nuovo concetto di salute, non più concepita come assenza di malattia ma come condizione di benessere psico-fisico e sociale, e come diritto per tutta la popolazione senza distinzione di sorta.
    La legge 833/78 indica anche con quale struttura raggiungere dei precisi obiettivi. Tale configurazione organizzativa prevede un’articolazione a livello centrale, regionale e locale. In particolare l’Italia è stata suddivisa in unità organizzative territoriali USL, costituita dal complesso dei presidi, degli uffici e dei servizi dei singoli comuni o associati e delle comunità montane, i quali in un ambito territoriale determinato, assolvono ai compiti del S.S.N.
    Sulla base dei principi generali delineati dalla 833/78, in ogni regione sono state promulgate le leggi regionali d’attuazione con scelte organizzative non omogenee. Le USL si sono articolate in distretti sanitari di base, quali strutture tecnico-funzionali per l’erogazione dei servizi di primo livello e di pronto intervento.



    1.2. I D.Lgs. 502/92 e 517/93: che cosa cambia?

    I citati decreti legislativi apportano delle sostanziali modifiche strutturali.
    Le USL diventano aziende territoriali dotate di personalità giuridica pubblica, autonomia organizzativa, amministrativa, contabile, gestionale e tecnica. Si riduce il numero delle USL che dovrebbero coincidere di norma con l’articolazione provinciale. I grossi ospedali sono scorporati dall’azienda territoriali per diventare aziende ospedaliere governate con le stesse modalità delle aziende territoriali.
    Gli organi delle Aziende diventano: il direttore generale che si avvale del Direttore Sanitario, del Direttore Amministrativo e del Coordinatore dei Servizi Sociali; il sindaco o la conferenza dei sindaci che esaminano i bilanci con possibilità di formulare proposte ; il collegio dei revisori.
    All’interno delle aziende, gli ospedali che non sono trasformati in aziende ospedaliere, diventano presidi delle aziende territoriali.
    Sulla base delle indicazioni contenute nei decreti delegati ogni regione ha emanato le rispettive leggi regionali d’attuazione per l’organizzazione del SSR.



    1.3. Riferimenti legislativi regionali

    La regione autonoma Friuli Venezia Giulia, a seguito dei decreti legislativi nn. 502/92 e 517/93, ha emanato una serie di norme atte alla traduzione locale dei principi in essi contenuti.
    Le norme più importanti sono:
     L.R. 30 agosto 1994 n. 12 : “Disciplina dell’assetto istituzionale ed organizzativo del Servizio Sanitario Regionale ed altre disposizioni in materia sanitaria e sullo stato giuridico del personale regionale”;
     L.R. 27 febbraio 1995 n. 13 : “Revisione della rete ospedaliera regionale”;
     Delibera della Giunta Regionale n. 6619 del 29 dicembre 1995 : “L.R. 13/1995, comma1^ - 1° piano d’intervento a medio termine per l’area ospedaliera nel triennio 1995-1997 e piano regionale sangue, plasma ed emoderivati”.
    Con la L.R. n. 12/1994 è ridisegnato il quadro delle Aziende Sanitarie Regionali e sono individuati gli Ospedali che saranno costituiti in Aziende Ospedaliere.
    L’assetto istituzionale prevede che l’ambito delle Aziende Sanitarie regionali sia in corrispondenza a quello delle ex Unità Sanitarie Locali.


    1.3.1. La Legge n° 12/1994

    In sintonia con quanto predisposto dai D.L 502/92 e 517/93, nel 1994 la Regione emana la L.R. n. 12, avente lo scopo di disciplinare l’ assetto istituzionale ed organizzativo del Servizio Sanitario Regionale. L’ articolo 10 del Titolo II della L.R. 12/94 fa riferimento ai suoi organi, il Direttore Generale e il Collegio dei revisori.

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