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Motivazione e successo scolastico

Autore
Caterina Di Lella - Università degli Studi di Salerno - [2005-06]
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  • Bibliografia
  • Tesi completa: 87 pagine
  • Abstract
    Nella tesi indago il problema della motivazione e della sua influenza sul successo scolastico.
    Ho ritenuto necessario affrontare lo studio a partire dalla definizione di motivazione, per consentire ai lettori la possibilità di orientarsi sui diversi approcci; indicare i fattori connessi al successo scolastico e giungere alla fine del lavoro, per fornire indicazioni su una didattica motivante.
    Obiettivo centrale delle prassi educative e didattiche è incoraggiare e sviluppare la motivazione.
    Un elemento importante per la costruzione della motivazione ad apprendere, è lo sviluppo della percezione di competenza e di efficacia.
    Tutti abbiamo bisogno di sentirci capaci in qualsiasi attività che svolgiamo, per cui anche un alunno ha bisogno di provare questo senso di efficacia, per impegnarsi e riuscire in un compito.
    Dunque, obiettivo primario è incoraggiare e nutrire fiducia e stima nei confronti degli alunni.
    Bisogna tener conto delle loro “diversità”: ognuno porta con sé un bagaglio esperenziale e culturale differente; ognuno ha capacità, attitudini, stili e tempi di apprendimento diversi, eppure tutti possiedono un certo grado di curiosità, interesse, desiderio di migliorare, motivi per imparare.
    E’ ovvio che lo sviluppo del sé è condizionato dalle interazioni con gli altri. Ognuno di noi, infatti, si crea un’immagine dell’altro, che, consciamente o inconsciamente, incide sulla personalità del soggetto per cui opinioni positive degli altri rafforzano l’autostima, viceversa, valutazioni negative la indeboliscono.
    Ognuno di noi si forma una rappresentazione dell’altro, valutando le sue caratteristiche esteriori, le impressioni e i giudizi sulla sua personalità.
    Anche se dell’altro conosciamo poco, utilizziamo schemi cognitivi preesistenti, come nel caso dell’effetto alone, che ci rimanda allo schema della persona buona, se di essa abbiamo una minima informazione positiva, e, viceversa, rievochiamo lo schema della persona cattiva se di essa abbiamo un’informazione negativa.
    Le aspettative, però, non influiscono solo sul comportamento, possono avere effetto anche sull’immagine di sé, con possibile calo dell’autostima e degli obiettivi posti.
    Riferito al contesto scolastico, comprendiamo come il rendimento degli alunni appare condizionato dalle aspettative degli insegnanti, non solo come distorsione della valutazione ( a parità di rendimento, gli insegnanti tenderebbero a valutare più positivamente un allievo del quale abbiano una buona opinione), ma come modificazione effettiva del rendimento, nel senso che, alla fine dell’anno, i ragazzi, verso i quali si nutrivano aspettative alte, risultano realmente migliori di quelli verso i quali nutrivano aspettative basse.
    Occorre essere consapevoli delle conseguenze delle proprie attese, per non lasciarsi influenzare da informazioni poco pertinenti come classe sociale, razza, sesso, curriculum scolastico precedente.
    E’ importante soffermarsi sulla valutazione, in quanto essa può avere delle ripercussioni sul percorso di studi dell’alunno e, soprattutto, depotenziare o rinforzare la fiducia nelle proprie possibilità, condizionando il rapporto col docente.
    Una valutazione “sbagliata” incide sul rendimento di un alunno e, in misura maggiore, sulla sua personalità, sulle motivazioni e sulle attitudini.
    Dunque, si consiglia l’uso prove oggettive, legate a criteri fissi e uguali per tutti, allo scopo di ottenere valutazioni il più possibile aderenti alla realtà.
    La relazione insegnante-allievo è fondamentale ai fini dell’apprendimento.
    Dal momento che i bambini e gli adolescenti hanno bisogno di un rapporto sereno e affettuoso con chi dispensa il sapere, è necessario che il docente instauri relazioni positive, sia attento alle esigenze degli alunni, obiettivo e giusto nelle valutazioni, carismatico, motivato e appassionato alla sua materia.
    Inoltre, dato che, non sempre gli studenti, posti di fronte ad un argomento, si impegnano e non tutte le discipline scolastiche possono far nascere interesse spontaneo, bisogna puntare su una didattica motivante mediante mediatori didattici, attività ludiche, laboratoriali e di gruppo.
    In pratica, la scuola deve far emergere la voglia di imparare, di scoprire, di crescere e di migliorare, per vincere la dura battaglia contro insuccessi, abbandoni, fuoriuscite precoci dal circuito scolastico.
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