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La finestra catodica: comunicazione televisiva ed effetti di realtà

Autore
Maria Rosaria Masucci - Università degli Studi di Salerno - [2005-06]
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  • Bibliografia
  • Tesi completa: 158 pagine
  • Abstract
    Questa tesi è il frutto di un’osservazione sull’attuale palinsesto televisivo, dominato soprattutto da fiction e reality show. Alla fine degli anni ’60 Andy Warhol disse che in futuro tutti avrebbero potuto essere famosi per 15 minuti. Grazie alle moderne tecnologie, la premonizione dell’artista americano oggi è realtà. Il piccolo schermo è diventato una sorta di “ufficio di collocamento”: ognuno di noi vuole accedervi per ottenere ricchezza e fama. La molla che fa scattare il desiderio di partecipare suona di questo tipo: “cosa hanno loro che io non ho? Se possono stare lì vuol dire che posso starci anche io”. L’immagine della televisione che trapela da un tale atteggiamento è quella di un luogo senza qualità, dove non esistono competenze specifiche, saperi personali. Ci troviamo di fronte a una comunicazione televisiva che finisce per disconnettersi con l’esterno per ripiegarsi su se stessa, fino al cortocircuito mediatico. Chiamati a infarcire talk show e contenitori domenicali, i protagonisti dei vari show vengono spalmati sull’intero palinsesto, dando vita al fenomeno del nomadismo televisivo. I reality sono il nuovo modo di fare tv e non si può fare a meno di prenderli in considerazione. Negli ultimi anni questo genere sta subendo dei cambiamenti. Innanzitutto possiamo notare che l’unico programma animato da persone comuni è il Grande Fratello; che poi tanto comuni non sono. C’è chi ha vinto concorsi di bellezza, chi ha già partecipato ad altre trasmissioni. Ora l’interesse del pubblico si sta spostando sui celebrity show. Non c'è più alcuna pretesa di analisi psico-sociologica; le curiosità sono divenute di tipo più spiccio: come si comporterà il vip di turno messo in condizioni di vita disagevoli? Quanto litigheranno i partecipanti? Il reality fa sì che l’atteggiamento voyeuristico del telespettatore si incroci con la pulsione narcisistica ad essere osservati in ogni momento della giornata. La nuova parola d’ordine dell’identificazione televisiva è: “io mi identifico col mio prossimo perché potrei essere io al posto suo”, mentre il modello prevalente finora era: “io mi identifico col mio eroe perché mi piacerebbe somigliare a lui”. L'importanza cruciale del casting per la scelta dei concorrenti è testimonianza del meccanismo costruito proprio sulla rispecchiabilità. A questo scopo, vengono scelti partecipanti non particolarmente meritevoli o preparati, ma in grado di rivestire ruoli archetipi (la possibile coppia, il ribelle, l'ingenuo). Si crea, in questo modo, un’idea di realtà-specchio dalla quale il telespettatore è fortemente attratto.
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