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Analisi sociolinguistica di trasmissioni a dibattito televisivo

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Stefania Scolamiero - Università degli Studi Suor Orsola Benincasa - Napoli - [2004-05]
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  • Indice
  • Bibliografia
  • Tesi completa: 52 pagine
  • Abstract

    Nella vita quotidiana l’individuo si trova, incessantemente, a dover comunicare. Nella comunicazione verbale egli utilizza varie pratiche, provenienti dalle sue competenze linguistiche, sintattiche, semantiche, ma anche dal suo bagaglio culturale in senso più ampio. Ovviamente l’utilizzo di queste varia secondo la situazione. La comunicazione verbale è stata, fin dai primi anni ’70, oggetto di studio per differenti discipline, quali la psicologia, la sociologia, la linguistica, l’informatica, la filosofia e l’antropologia. I primi ricercatori si sono occupati quasi esclusivamente della conversazione spontanea, non strutturata e non soggetta a vincoli istituzionali, allo scopo di descrivere i tratti generali che permettono a due o più interagenti di costruire un prodotto ordinato, al di là dell'apparente casualità del discorso. Sono stati analizzati, ad esempio, i modi con cui i parlanti si alternano nella conversazione turno dopo turno e le regole sottese alla presa di turno. A partire dalle varie discipline interessate sono sorte altrettante correnti di pensiero, che hanno dato vita anche a notevoli disparità nei metodi usati e nei risultati ottenuti. Gli autori più seguiti, in campo linguistico, sono stati Searle, con le sue Speech Act Sequences, nelle quali egli sostiene che dall’analisi del particolare è possibile risalire alla regola generale; Dittmar, secondo il quale, invece, l’analisi è strettamente ed esclusivamente legata al contesto; Austin, con la teoria degli atti fatici e la distinzione tra atto linguistico intenzionale e non e le conseguenti loro applicazioni. E’, però, a Goffman, Jefferson, Pomerantz, Sacks e Schegloff che va il merito di aver fissato le basi per coloro che si accingono a fare uno studio sulla conversazione. Questi autori, infatti, si sono dedicati in particolare alle strutture della presa del turno, dello scambio riparatore e dell’accordo/disaccordo, creando i capisaldi dell’analisi conversazionale. Quest’ultima è un sistema che nasce all'interno della prospettiva etnometodologica con specifico riferimento all’analisi dell’interazione faccia a faccia. Interesse centrale è la spiegazione della "produzione/comprensione di sequenze organizzate e coerenti nel discorso" , ossia l'analisi dell'andamento conversazionale in riferimento alle strutture sequenziali di produzione e comprensione nelle quali il discorso si articola.
    Secondo la prospettiva conversazionale, il significato e il valore comunicativo dell'espressione linguistica risiedono nella specificità della sequenza discorsiva in cui essa compare . L'espressione linguistica, dunque, dipende direttamente dal contesto di interazione in cui si esprime. A tal proposito si parla di "discorso in interazione" , ossia delle modalità attraverso cui i parlanti gestiscono la conversazione allo scopo di realizzare la comprensione intersoggettiva.
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