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La lingua degli SMS, al confine tra scritto e parlato

Autore
Francesco Tronci - Università degli Studi di Lecce - [2005-06]
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  • Indice
  • Bibliografia
  • Tesi completa: 204 pagine
  • Abstract
    Nati come strumento per le comunicazioni di servizio fra gli operatori delle compagnie telefoniche, gli short messages si sono diffusi sempre più ampiamente e sono ormai divenuti un mezzo di comunicazione molto usato, soprattutto fra i giovani. Simulando con la loro immediatezza il contesto e le modalità tipiche dell’interazione orale, questi messaggi brevi, proprio per la peculiarità del mezzo, si collocano a metà strada fra lo scritto e il parlato.
    Questo lavoro prende in esame un corpus di messaggini scritti da giovani e giovanissimi (quasi tutti studenti), analizzandone le principali caratteristiche, soprattutto dal punto di vista linguistico. Lo strumento adottato per l’analisi dei testi è la concordanza.
    Nel primo capitolo si dà un rapido sguardo alla storia della telefonia mobile, evidenziando come nell’arco di un cinquantennio il cellulare, che all’inizio sembrava essere un’incomprensibile diavoleria tecnologica, sia diventato un vero e proprio status symbol, perfezionandosi sempre più ed offrendo una serie di servizi che ne fanno oggi quasi un prolungamento artificiale del nostro corpo. Il secondo capitolo è dedicato a oralità e scrittura, con attenzione alle specificità delle due modalità comunicative, dovute soprattutto alla differenza del canale e al diverso rapporto fra emittente e destinatario.
    Nel terzo capitolo viene presentata la ricerca, condotta su un corpus di 443 sms, costituito da 10.231 occorrenze di 2.719 forme riconducibili a 1.473 lemmi. Dopo una rapida presentazione del gruppo di giovani autori − venti maschi e venti femmine di età compresa tra i quindici e i ventitrè anni, quasi tutti residenti a Lecce o nella provincia −, sono descritti i criteri di analisi dei messaggini e gli strumenti per l’archiviazione e il trattamento elettronico dei dati. Data la peculiarità di questi testi, ricchi di abbreviazioni e di varie forme ‘strane’ di digitazione, per la redazione della concordanza non è stato utilizzato un software specifico, ma si è proceduto alla lemmatizzazione e alla categorizzazione manuale immettendo i dati in un database appositamente costruito.
    I risultati della ricerca sono presentati nel quarto capitolo. L’analisi linguistica evidenzia che gli sms sembrano seguire ‘regole’ peculiari, con numerose deviazioni dall’italiano standard, norme non scritte ma condivise dal popolo dal pollice veloce. L’esigenza di brevità, dovuta al numero ridotto di caratteri a disposizione, induce ad un ampio uso di abbreviazioni: accanto a forme quasi codificate, si rileva la tendenza costante all’omissione delle vocali. La rapidità della digitazione determina una strutturazione in itinere e non revisionata, con numerose discordanze di genere e numero, omissioni e usi impropri di accenti, fenomeni di ipo e ipersegmentazione. Molti sono i tratti tipici del parlato, come l’uso e l’abuso del “che” polivalente, la sovraestensione dell’indicativo sul congiuntivo, il frequente ricorso a fatismi. Non mancano forestierismi, soprattutto anglicismi, e espressioni dialettali. I vari disfemismi e le espressioni scatologiche rilevate sembrano un indice dello stretto rapporto confidenziale esistente tra emittente e destinatario.
    Concludono il lavoro cinque Appendici:
    1. il corpus analizzato, trascritto fedelmente;
    2. il lessico di frequenza, cioè la lista dei lemmi in ordine alfabetico con le forme di ciascun lemma e le rispettive frequenze;
    3. la lista dei lemmi in ordine di rango, cioè per frequenza decrescente;
    4. la lista dei lemmi raggruppati per categoria grammaticale;
    5. il quadro riassuntivo per categoria grammaticale.
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