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Da Platinette a Brokeback Mountain - Strategie mediatiche di evoluzione delle tematiche di gender nella contemporaneità

Autore
Roberta Todaro - Università degli Studi di Bologna - [2006-07]
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  • Indice
  • Bibliografia
  • Tesi completa: 157 pagine
  • Abstract
    DA PLATINETTE A “ BROKEBACK MOUNTAIN ”

    Dopo aver approfondito la definizione di gender, l’analisi, si è inizialmente ispirata a Lo schermo velato di Vito Russo, uno dei testi più esemplificativi per ciò che concerne la storia delle tematiche di gender nel cinema dagli albori fino agli anni Ottanta. Parafrasando il titolo del libro, possiamo oggi affermare che attualmente lo schermo si è ampiamente “svelato” rispetto a queste tematiche. Successivamente, dal secondo capitolo in poi, si è focalizzata l’attenzione sulle strategie mediatiche in atto nella contemporaneità, nel cinema e nella televisione, di evoluzione delle tematiche di gender. Analizzando film, serie televisive e festival dedicati alle tematiche glbt (gay, lesbiche, bisessuali, transgender), si è posto l’accento sulle motivazioni che hanno spinto a quest’interesse crescente da parte dei media. Se da un lato quest’attenzione verso il “mondo queer” contribuisce comunque a uno sviluppo e ad un’evoluzione della società rispetto a questi temi, dall’altro ci si è chiesto quante opere trattino questi argomenti in maniera realmente evolutiva e quante altre, invece, siano ricche di stereotipi, perché attente ad assumere i toni accattivanti di intrattenimento e di imbonimento di massa.
    Indubbiamente una spinta notevole a questo rilancio delle tematiche di gender proviene dall’ottima qualità di alcuni di questi film, riconosciuta anche dalla critica ufficiale che li riempie di premi, ma anche dai cambiamenti sociali che hanno messo all’ordine del giorno problemi come le unioni gay, la lotta all’omofobia e alle discriminazioni. Il cinema si regge sul mercato e il mercato è fatto dalla gente comune che oggi abbandona sempre più pregiudizi e preconcetti sull’omosessualità, percependola invece come una ricchezza ed un’opportunità in più, da gustare, perchè no, anche al cinema e in televisione.
    In conclusione, nel sesto e ultimo capitolo ci si è interrogati sul fatto che se le tematiche di gender hanno dovuto combattere quasi un secolo per uscire dall’anonimato, riuscendo ad uscire da una cinematografia queer relegata in festival di settore ma che non vedeva quasi mai la luce sugli schermi cinematografici; e se, per vari fattori - sociali, culturali, politici e industriali - queste tematiche sono riuscite finalmente ad entrare nelle case del telespettatore medio e sugli schermi cinematografici di quasi tutto il mondo, perché allora rinchiudersi in quello che Roberto Schinardi definisce “cinema di gender”, anziché uscire, mescolandosi a tutti gli altri generi, rendendosi evidenti per quello che realmente sono: delle tematiche normali e uguali a tutte le altre tematiche rappresentabili?
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