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Il turismo come pratica sociale. Turisti o viaggiatori ?

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Francesca Romagnoli - Università degli Studi di Bologna - [2003-04]
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  • Tesi completa: 37 pagine
  • Abstract
    Questa ricerca parte da una domanda: qual è la differenza tra la figura del turista e quella del viaggiatore? Cosa ci rende turisti piuttosto che viaggiatori ? E soprattutto, in un’epoca in cui il turismo è un fenomeno di massa è ancora possibile essere viaggiatori?
    Per rispondere a questi interrogativi ho analizzato come cambia l’esperienza di viaggio nel corso del XIX secolo, quando incomincia ad allontanarsi dalla pratica del viaggio tradizionale per diventare quello che è il viaggio turistico.
    Ho osservato come nel corso di questa trasformazione si sviluppi un disprezzo antituristico, stimolato dal fatto che l’estensione della possibilità di viaggiare rappresenta per l’élite sociale la perdita di un privilegio. L’analisi ripercorre le retoriche interne a questo disprezzo e rileva che sono direttamente riconducibili ai nuovi caratteri del viaggio.
    Avendo chiarito a livello simbolico la differenza tra la figura del turista e quella del viaggiatore, mi sono chiesta come questo discrimine si concretizzi nelle pratiche sociali. Ho analizzato quindi le diverse strategie di presa di distanza dallo stereotipo del turista.
    Lo studio mostra che è tra le strategie del ceto medio che il dilemma “turista o viaggiatore?” assume il suo significato pieno: non si tratta solo di scansare l’etichetta di turista, ma bisogna chiedersi anche che tipo di viaggiatore si vuole essere.
    Il consumo turistico diventa un’azione costitutiva di un proprio orientamento culturale.
    Sulla base del lavoro di Urry, che ha studiato i diversi modi di guardare all’esperienza turistica, si può evidenziare la forma di turismo che riscuote più riconoscimento sociale nel ceto medio: è attraverso la retorica della “vacanza autentica” che si recupera il prestigio del viaggiatore tradizionale.
    Ho analizzato in cosa consista l’autenticità di una vacanza e ho trovato una serie di condizioni che risultano puntellate dalle retoriche del disprezzo antituristico. L’aspetto forse più interessante è che queste prescrizioni configurano diverse tipologie di vacanza autentica, tutte considerate in questo studio.
    In conclusione, la risposta alle domande iniziali è che è possibile fare i viaggiatori, attraverso una vacanza autentica, ma non esserlo, perché l’esperienza di viaggio è ormai lontana dalla pratica del viaggio tradizionale, nei suoi caratteri e nel suo significato.
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