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C'era una volta... Venti ragazzi di strada. Marco Baliani e Pinocchio Nero

Autore
Christian Vinazzani - Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia - [2005-06]
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  • Indice
  • Bibliografia
  • Tesi completa: 140 pagine
  • Abstract
    Obiettivo di questo lavoro è l’analisi di una riscrittura di un classico della letteratura italiana, ovvero Le Avventure di Pinocchio. Storia di un burattino di Carlo Collodi. Nel 2002 Marco Baliani ha preso parte ad un progetto finanziato da AMREF Italia con il quale si è occupato del recupero sociale di venti ragazzi di strada di Nairobi. Tramite il progetto Pinocchio Nero il teatro ha ridato la speranza non solo ai ragazzi di strada costretti a vivere nelle discariche cittadine come veri e propri rifiuti della società, bensì anche a tutta la società di Nairobi, diventata conscia del fatto che anche nei ragazzi di strada è possibile la trasformazione in cittadini attivi e responsabili. Marco Baliani,
    celebre autore e attore teatrale, ha permesso ad un gruppo di ragazzi emarginati dalla propria comunità di cominciare un viaggio alla ricerca della propria identità, delle proprie origini, dei propri genitori e parenti facendoli rinascere dalla loro condizione marginale di ragazzi spazzatura (chokora). La loro trasformazione è avvenuta grazie alla rilettura e messa in scena di Pinocchio, anch’egli burattino ribelle ed emarginato. L’opera teatrale apprezzata da tutta la critica, che le ha attribuito il premio UBU 2005,
    non ha ottenuto un successo di pubblico ugualmente ampio. È una rilettura che, nonostante la presenza di alcuni temi comuni come la povertà e la volontà di fuggire dalla propria condizione, seleziona solo una parte delle sequenze narrative dell’originale e le ricontestualizza in Kenya oggi.
    Dopo un lavoro di ricerca bibliografica su Pinocchio e Collodi, si è focalizzata
    l’attenzione su alcuni testi che sembravano particolarmente utili per comprendere meglio l’operazione di adattamento svolta da Baliani. Nella tesi, si è fornito dapprima un quadro critico del romanzo collodiano. Si è quindi presa in esame parte della critica relativa alla traduzione: in particolare la tripartizione jakobsoniana e le successive proposte di classificazione (secondo capitolo). Il testo collodiano, che non ha mai smesso di affascinare i lettori, ha subìto numerosissimi processi di riscrittura, interpretazione, illustrazione, traduzione e trasposizione. Questa grande duttilità è dovuta principalmente alla capacità dell’opera di prestarsi al lettore che la può interpretare e ricostruire a piacere. Esemplari sono le riscritture di Giorgio Manganelli,
    Luigi Comencini, Roberto Benigni, Saverio Marconi e Marco Baliani. Nel capitolo
    terzo si sono prese brevemente in considerazione queste “riscritture”, per offrire uno spaccato delle molteplici “rimesse in vita” del testo. Il capitolo quarto è stato invece dedicato all’analisi strutturale dell’opera di Marco Baliani e ad un confronto sistematico con l’opera di Collodi.
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