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Mass Media e Influenza Aviaria - Ci siamo proprio cascati come polli

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Valentina Galli - Università degli Studi del Piemonte Orientale A.Avogadro - [2005-06]
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  • Indice
  • Bibliografia
  • Tesi completa: 105 pagine
  • Abstract
    Mass media e influenza aviaria. Ci siamo cascati come dei polli, è proprio il caso di dirlo.
    Telegiornali e quotidiani, periodici e servizi speciali hanno posto per un bel po’ di tempo l’attenzione sull’influenza aviaria. Alcuni hanno creato lo spauracchio aviaria, diffondendo allarmismi esagerati e senza un reale fondamento; dall’altro lato si è cercato, invece, di minimizzare la questione facendo perdere di vista un pericolo possibile. Sbagliando da entrambe le parti: chi ne ha parlato troppo e chi poco, chi ha diffuso panico e terrore e chi ha ridotto il problema a evento mediatico senza basi scientifiche.
    La prima parte di questa tesina affronta il tema della comunicazione persuasiva, attraverso la quale i mass media orientano le opinioni e gli atteggiamenti della collettività. Ciò si è verificato in larga misura riguardo al tema dell’influenza aviaria: le nostre opinioni in proposito sono state sapientemente plasmate e guidate in direzioni non sempre corrette e veritiere.
    La seconda parte della tesina è centrata sul tema dell’influenza aviaria.
    L’argomento viene analizzato innanzitutto da un punto di vista scientifico: vengono brevemente passati in rassegna i veicoli di trasmissione, i sintomi, il pericolo di pandemia e i modi con cui difendersi dalla malattia.
    L’analisi assume poi un punto di vista storico. L’influenza aviaria non è, infatti, una novità degli ultimi anni come il clamore suscitato dalle notizie potrebbe aver fatto pensare; vengono elencate le tappe della diffusione di questo tipo di influenza e viene spiegato come le istituzioni hanno risposto al problema in atto.
    Viene poi esposto il trattamento subito dall’evento mediatico aviaria nei vari mass media. Il virus H5N1 ha occupato le prime pagine della maggior parte dei quotidiani e i titoli dei telegiornali per qualche mese, a partire dalla seconda conferenza europea sull’influenza, tenutasi a San Giuliano di Malta il 12 settembre 2005. In un incontro tenuto durante la conferenza vennero diffusi comunicati stampa allarmanti, a cui fecero seguito i toni drammatici di stampa e tv. Dopo un primo periodo di pollofobia, i mass media seguirono una duplice strada – da un lato ancora toni da emergenza mondiale, dall’altro tentativi di rassicurazione – generando una confusione tale da non riuscire più a capire quali informazioni fossero vere e fondate.
    Per verificare personalmente come il trattamento delle notizie possa influire sulla percezione dei fatti da parte delle persone, ho ideato un questionario, o, per meglio dire, un duplice questionario. Infatti, prendendo per campione due gruppi eterogenei di persone, ho loro sottoposto due questionari in tutto uguali tranne che per i testi in essi introdotti: in quello che verrà per comodità definito Questionario n°1 erano riportati articoli e titoli che assumevano una posizione nettamente catastrofica nei confronti dell’influenza aviaria, facendola sembrare il male che avrebbe sterminato l’umanità. Nel Questionario n°2 erano invece inseriti articoli che invitavano alla calma e che trattavano l’influenza aviaria come un banale raffreddore stagionale facilmente curabile.
    ...
    È sbalorditivo constatare tutto ciò che può celarsi dietro alla diffusione di una notizia. È sconcertante prendere atto di politici che lucrano su dei vaccini generando una psicosi ingiustificata nella cittadinanza. È triste notare che le persone siano così poco e così male informate. È avvilente osservare che non si possono prendere per vere le notizie così come vengono date. È forse troppo ottimista sperare che la situazione possa cambiare. Uno apre il giornale e crede che ciò che c’è scritto, più o meno mediato dalla corrente politica seguita dalla redazione, sia vero. Uno ascolta il tg e crede a ciò che sente. Ma se non ci si può più fidare di chi dovrebbe diffondere le notizie dopo averle attentamente verificate e vagliate, come si può rimanere informati?
    Orson Welles nel 1941 aveva parlato e mostrato al mondo il Quarto potere, quello della stampa. Ora questo potere si è ulteriormente esteso: alla televisione, a internet. Oggi si deve parlare di potere dell’informazione, un potere che va ben oltre ciò che si può immaginare. Non sono solo il numero di copie vendute o il numero di telespettatori a interessare i burattinai che muovono i fili di questo gigantesco teatro; il sensazionalismo giornalistico serve anche interessi politici ed economici. Il lettore/spettatore deve quindi prestare molta attenzione al modo in cui recepire le notizie, deve essere capace di distinguere tra vera e propria informazione e parole fuorvianti che mirano a deviare dalla corretta interpretazione dei fatti per diffondere allarmismi e paure al servizio di un qualche interesse che col corretto giornalismo ha ben poco da spartire.


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