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Monachesimo orientale, monachesimo occidentale. In vista di un dialogo

Autore
Mario Bombelli - Università degli Studi di Urbino - [2005-06]
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  • Bibliografia
  • Tesi completa: 123 pagine
  • Abstract
    Il lavoro che presentiamo si inserisce in un dibattito che lungo la storia ha avuto fasi più o meno marcate: di accoglienza e di rifiuto; di curiosità e di chiusura; di entusiastica condivisione e di forte tentazione di negazione dell’altro. È il tema del dialogo tra le religioni. Dibattito articolato e complesso che esige cautela e prudenza. Sebbene gli studi di teologia delle religioni, quelli che interrogano le fonti della rivelazione cristiana per trovare principi e moduli ermeneutici per una conoscenza dei fenomeni religiosi che l’umanità è capace di esprimere, non siano agli inizi, molte sono le problematiche aperte e i campi di ricerca che la porta aperta su questa realtà lascia intravedere.
    Ci siamo lasciati affascinare da una di queste realtà che l’apertura ha permesso di scorgere e abbiamo, con tutti i limiti che la nostra ricerca evidenzierà, sbirciato dentro una modalità particolare della multiforme dimensione religiosa: il monachesimo. L’esperienza monastica proposta e vissuta in Oriente e in Occidente. Il nostro compito si pone non tanto nella prospettiva della presentazione storica o comparativa del monachesimo orientale e occidentale, quanto nell’individuare elementi comuni alle due tradizioni capaci di entrare in dialogo tra di loro: in vista di un dialogo, così come recita il titolo della tesi.
    Per poter arrivare al riconoscimento degli ‘elementi comuni’, percorreremo una strada che, a ritroso, cercherà di evidenziare il già fatto e di mettere in luce quanto la teologia delle religioni ha da dire con riferimento al dialogo interreligioso. È il lavoro di tutta la prima parte della tesi: dallo status quaestionis sulla teologia delle religioni ai documenti conciliari e post-conciliari, con attenzione al Magistero di Giovanni Paolo II.
    La presentazione dei principali modelli che la teologia ha individuato come approccio al dialogo interreligioso sono le grandi aree dentro le quali il pensiero teologico riflette sul rapporto tra cristianesimo e altre religiosi. Da J. Daniélou e H. de Lubac; K. Rahner e J. Dupuis. Dal valore salvifico delle religioni, alla verità come problema della teologia delle religioni sono i problemi aperti nel dibattito teologico. Il dialogo e il tema della missione diventano gli strumenti per incontrare e condividere le differenti impostazioni storiche del messaggio salvifico. L’ultimo capitolo di questa prima parte affronta, con una carrellata storica, il percorso che la Chiesa ha compiuto nell’affrontare il tema del rapporto con le altre differenze esperienze religiose.
    L’articolazione della seconda parte prende l’avvio da una constatazione: la vita monastica è il naturale luogo di incontro. Segue la presentazione di due figure leaders che si pongono come iniziatori coraggiosi di un dibattito, che ha con la loro stessa vita la forma dell’incontro con la realtà indù. Esperienze iniziali che avranno una forma organizzata nella nascita del DIM/MID: struttura che nasce nella realtà benedettina, con l’intenzione di dare al dialogo monastico una forma stabile e organizzata. Seguirà la nascita di una Commissione italiana. Dialogo monastico che ha dei contenuti comuni e condivisi nelle comunità d’Oriente e d’Occidente: la meditazione; la parola; il tema sempre dibattuto della contemplazione rispetto all’azione, per finire con la tematica dell’azione liturgica o culto nel dialogo interreligioso. Il valore teologico-spirituale recupererà l’aspetto antropologico della scelta monastica: il monaco è l’archetipo universale; la dimensione spirituale, rimarcherà come il desiderio di Dio sia esigenza fondamentale nell’esperienza umana. Questo lungo capitolo terzo, della seconda parte, si chiude con la presentazione delle molte esperienze che in questi venticinque e più anni di dialogo interreligioso monastico si sono vissute. Il lavoro termina con un accenno al monachesimo femminile.
    Metodologia seguita:
    Ricerca del materiale presso biblioteche e centri specializzati. Lo studio del materiale raccolto ha cercato, nella fase di elaborazione, di tenere presente che l’analisi dell’incontro Oriente e Occidente (non solo nella dimensione monastica) è marcato da uno specifico pensiero filosofico-teologico. Studio dei fondamenti, comprensione del vissuto, punti di convergenza.
    Principali risultati raggiunti:
    Più che di risultati possiamo parlare di prospettive e di condizioni affinché si possa continuare il dialogo fra le religioni con riferimento all’esperienza monastica. Il dialogo delle religioni si impone come un dovere. Dovere con precisi contenuti. Deve essere: aperto; profondo; religioso e completo; soprattutto continuo. Le comunità monastiche sono i luoghi capaci di far incontrare uomini e donne di diverse tradizioni religiose e di esplorare sentieri che conducono alla verità.

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