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Digital Divide e sviluppo umano. Contraddizioni e squilibri della Società in rete

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Luca Immovilli - Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia - [2005-06]
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  • Bibliografia
  • Tesi completa: 327 pagine
  • Abstract
    In sintonia con la teoria Castellssiana definiamo "Società in rete" la società sorta dagli impressionanti e rivoluzionari progressi tecnologici iniziati a partire dalla seconda metà del secolo scorso. A differenza di ogni epoca passata, nell'odierna Società in rete le tecnologie dell'informazione e della comunicazione (ICT) hanno un impatto profondo in ogni ambito dell'organizzazione sociale e sono strettamente legate ad ogni processo di sviluppo. Conseguentemente, anche i processi che maggiormente caratterizzano la società odierna, gli squilibri nello sviluppo e nella distribuzione delle ICT, sono in stretta relazione. E' ormai universalmente riconusciuto che gli squilibri nell'accesso alle ICT contribuiscono alla stratificazione economica e sociale. La tesi si concentra inizialmente sull'analisi di questa relazione: l'attenzione è posta principalmente sulle dinamiche dell'irregolare distribuzione delle ICT, ovvero il Digital Divide, in relazione alle problematiche nello sviluppo sociale, economico ed umano. L'obiettivo che ci si pone è quello di trovare un modello di analisi ed intervento sul Digital Divide, esaustivo, specifico e condiviso, al fine di determinare una prassi comune negli interventi e nelle politiche volti al superamento del problema attuati dai principali attori sociali interessati: stati, Organizzazioni Internazionali, società civile e settore economico privato. Tra i tanti analizzati, il modello che soddisfa maggiormente i criteri individuati è il Real Access / Real Impact. Questo modello può rappresentare un valido compromesso in quanto potenziale framework condiviso utile per l'implementazione di politiche sul Digital Divide e sullo sviluppo cooperanti ed efficaci. Infine si svolge un'approfondita analisi di alcuni livelli del Digital Divide: la distribuzione dell'infrastruttura della rete (geografia dei router e delle linee di trasmissione), la distribuzione degli utenti di Internet nel mondo (basata sulle più aggiornate e attendibili statistiche), la distribuzione della produzione dei contenuti in rete (attraverso la mappatura mondiale della distribuzione dei domini ccTLD e gTLD) e il divario linguistico (rappresentato dagli squilibri nella rappresentazione dei linguaggi online). Nelle conclusioni la riflessione si concentra sulle potenzialità delle nuove forme della rete (il cosidetto Web 2.0) che, grazie alla libera circolazione e diffusione delle informazioni e della conoscenza, stanno trasformando il modo in cui gli utenti usano la rete e la relazione tra uomo e ICT, e rappresentano un nuovo orizzonte ricco di speranze per un utilizzo democratico, libero e cooperativo di Internet, ponendosi in tal modo come nuovo e formidabile strumento per la lotta al superamento del Digital Divide.
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