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Marshall McLuhan e la comprensione dei media

Autore
Chiara Pepe - Università degli Studi di Napoli - Federico II - [2002-03]
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  • Bibliografia
  • Tesi completa: 174 pagine
  • Abstract
    Marshall McLuhan, vissuto tra il 1911 e il 1980 in Canada, teorico dei mass media, nel suo studio ha focalizzato l’attenzione in modo particolare sul rapporto tra l’uomo e i media. Egli ha sostenuto che ogni civiltà realizzata dall’uomo si riflette su di lui attraverso i suoi originali modelli di comunicazione: la storia dell’uomo è la storia del suo sensorio, cioè del modo in cui le tecnologie plasmano la sensibilità sia collettiva che individuale dell’uomo. McLuhan afferma che tutti i media - in sé e per sé e a prescindere dal messaggio che comunicano - esercitano un influenza sorprendente sull’uomo e sulla società. Secondo l’autore, ci sono state tre innovazioni fondamentali nella storia del suo equilibrio sensoriale che hanno dato alla vista il predominio sugli altri sensi; l’introduzione dei caratteri mobili nel XVI secolo, che ha accelerato il precedente processo, e in fine l’invenzione del telegrafo nel 1844,che ha segnato una rivoluzione elettronica che avrebbe finito col ritribalizzare l’uomo ripristinando il suo equilibrio sensoriale. Oggi, noi siamo entrati in una nuova fase, che per contrasto alle culture orali e alfabetiche, l’autore definisce post-alfabetica e nella quale sta emergendo una sorta di “seconda oralità”, una vera svolta epocale della cultura, i cui esiti sono ancora tutti da definire perché soggetti a continue variazioni. La crisi della prima oralità è diventata più storia dell’uomo: l’invenzione dell’alfabeto fonetico, che ha fatto proiettare l’uomo tribale al di evidente con la diffusione della stampa, che è stata una vera rivoluzione di massa ; nel frattempo è emersa una seconda oralità nella cultura contemporanea che convive però con la cultura scritta.
    L’avvento dei media elettronici ha comportato il primato dell’immagine sulla parola scritta e, successivamente il trionfo dell’audiovisivo come mezzo di comunicazione dominante. Come osserva lo studioso, proprio questi aspetti sono all’origine della seconda oralità, che disegna nuovi scenari di comprensione dell’uomo e del mondo. Questo cambiamento radicale genera grande sofferenza e perdita di identità, cui si può rimediare soltanto attraverso una presa di coscienza della sua dinamica. Se comprendiamo le trasformazioni rivoluzionarie causate dai nuovi media, potremo prevederle e controllarle; ma se continuiamo nel nostro stato di catalessi subliminale, ne diventeremo schiavi.
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