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Corpo e Media

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Rocco Catalano - Università degli Studi della Basilicata - [2004-05]
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  • Bibliografia
  • Tesi completa: 97 pagine
  • Abstract
    Sembra sia difficilissimo, se non impossibile, pensare il rapporto tra l’uomo e le tecnologie senza incorrere nella formulazione di teorie o ipotesi estreme. “Pensiero radicale”, per l’appunto, definisce Baudrillard l’unica strada percorribile dalla riflessione per mettersi in sintonia con le normalità e l’eccesso di cui le tecnologie sono portatrici.
    Una serie di meditazioni, maturate in diversi ambiti di studio, convergono nel sostenere che le tecnologie stanno instradando l’uomo verso l’orizzonte della scomparsa.
    Tutto ciò rappresenta una fase importante del dis-velamento di importanti dinamiche in atto nel rapporto tra uomo e tecnologie.
    Un modo di abitare è un modo di essere al mondo.
    Nel Capitolo 1 di questo lavoro si cercherà di analizzare il senso dei media e della televisione, il perché del loro manifestarsi al mondo ad un certo punto della storia dell’uomo.
    Ogni nuova tecnologia, con il suo avvento, innesca un processo di modificazioni nell’ambiente, che, alla luce di un rapporto di reciprocità assoluta con l’uomo, si riverberano anche su quest’ultimo provocando una serie di trasformazioni nel suo agire, nel suo vissuto e quindi nel modo in cui interagisce con il mondo.
    Nel Capitolo 2 si evidenzierà la reciprocità di questo rapporto per cui si potrebbe dire che “l’uomo modifica l’ambiente che lo modifica”.
    È importante sottolineare nello sviluppo di queste analisi il contributo fondamentale della Fenomenologia non solo merleau-pontyniana, laddove esse propugnano una corporeità non più vista alla maniera platonica e cartesiana, come cosa divisa da un principio superiore (mente o anima) che la governa e guida, bensì come un’unione inscindibile di soma e psiche, dimensione organica, intellettiva, affettiva.
    Gli insegnamenti della Fenomenologia che presuppone, quindi, il corpo come insieme di funzioni tra loro assolutamente solidali, e il corpo stesso come “apertura” imprescindibile e originaria dell’uomo al mondo, accompagneranno e faranno da sfondo alla quasi totalità delle tesi qui sostenute.
    I Capitoli 3, 4, 5 analizzeranno alcuni aspetti delle modificazioni che l’incontro con lo schermo televisivo ha determinato nel vissuto dell’uomo.
    Il Capitolo 3, in particolare, Corpo e spazio, evidenzierà il modo particolare di vivere lo spazio da parte del telespettatore, partendo dal presupposto che la spazialità vissuta dall’uomo non è mai una “spazialità di posizione”, legata al qui e ora delle sue membra, ma è una “spazialità di situazione” che in base alle esperienze da lui vissute può condurlo ad abitare come assolutamente reali, anche degli spazi fantasmatici. In questo capitolo inoltre non si perderanno di vista le esperienze dell’uomo con le tecnologie che hanno preceduto la tv.
    Il senso di annullamento delle distanze che separano i luoghi più distanti, oltre a riguardare il capitolo di cui sopra, interessa anche il successivo Capitolo 4, Corpo e velocità, perché ogni forma di movimento ha una durata da cui non si può prescindere. Così, di fronte all’incredibile abbattimento dei tempi necessari a percorrere le distanze, che l’incontro con lo schermo televisivo fa esperire, è possibile chiedersi dell’esistenza di un “tempo reale” (termine molto in voga nel linguaggio giornalistico di fine millennio), e cioè una totale, completa contemporaneità dell’evento nel suo farsi e della partecipazione a esso dell’uomo.
    Ma, la velocità è anche relativa alla natura del messaggio televisivo, il quale si presenta con dei ritmi capaci di trasformare le abitudini cognitive che l’uomo aveva sviluppato precedentemente con altre tecnologie e, in particolar modo con la scrittura.
    Il Capitolo 5, Corpo e tempo L’estinzione, analizza la possibilità che la televisione offre di abitare delle dimensioni inedite in cui le presenze che vi dimorano appartengono al regno dei “non-estinti”, i “nosferatu”. Nel successivo Capitolo 6, Il cervello video, si analizzerà un capitolo del libro Brainframes di de Kerckhove.
    Lo studio anzitutto muoverà a confutare la tesi de kerckhoviana che la televisione parli al corpo piuttosto che alla mente, facendo appello non solo alla Fenomenologia di cui sopra, ma anche ad altre scuole di ricerca quali la bioenergetica, in campo psicologico, la neurofisiologia, la psicofisiologia, la semiologia del cinema.
    Il capitolo de kerckhoviano, inoltre, offre una serie di spunti molto importanti per analizzare delle tematiche relative ai rapporti tra lo sguardo, l’immagine, l’immaginazione e la realtà.
    Questo viaggio lungo il corpo si spera possa risultare abbastanza interessante da invitare/mi ad un ulteriore viaggio perché tutto ciò non sia soltanto la conclusione di un percorso di studi caratterizzato da molteplici digressioni, bensì un’apertura ulteriore.
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