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Modelli e geometrie dei contenuti della rete

Autore
Federico Lomartire - Università degli Studi di Perugia - [2005-06]
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  • Bibliografia
  • Tesi completa: 241 pagine
  • Abstract
    Le specifiche proprietà di Internet in quanto infrastruttura di comunicazione e del web come piattaforma di pubblicazione, determinano l’ingresso di nuovi attori che mettono in discussione il regime di monopolio delle organizzazioni media tradizionali. Questa tesi si ripropone di compiere un’analisi di alcune nuove tipologie di strumenti e servizi atti alla presentazione e gestione delle informazioni online e di esaminare in che modo essi condizionino i comparti della creazione, distribuzione e fruizione dei contenuti.
    Le nuove modalità di accesso alle notizie si differenziano tra loro rispetto al modo in cui i contenuti sono selezionati, formattati e ordinati: in particolare vengono esaminate tre tipologie di strumenti e servizi che utilizzano diversi modelli di aggregazione: automatica, personalizzata e collaborativa. L’aggregazione personalizzata si differenzia dalle altre due poiché non costituisce un servizio che filtra in modo eterodiretto i contenuti, ma rappresenta, invece, uno strumento che permette all’utente di comporre autonomamente dei flussi di informazioni che rispecchiano i suoi interessi e le sue esigenze specifiche; le modalità di interazione con i contenuti che questi strumenti mettono in atto non sono un fenomeno limitato al Web, dal momento che è facile individuare molti punti di contatto con una tecnologia emergente nel settore televisivo. Questa tendenza cross-mediale ci pone inevitabilmente di fronte alla questione dell’individualizzazione del consumo dei prodotti di informazione ed entertainment.
    L’aggregazione automatica di news gestita da appositi algoritmi vede una sua giustificazione nel fatto che una redazione tradizionale non potrebbe selezionare ed editare ad una frequenza di aggiornamento al minuto un bacino costituito da diverse migliaia di articoli. Un approccio alternativo alla gestione di una grande quantità di contenuti è rappresentato poi dall’editing sociale, ovvero da sistemi che, attraverso l’aggregazione delle preferenze di una comunità di individui, forniscono all’utenza una selezione ordinata di articoli. Queste ultime tipologie di aggregazione rappresentano due diversi percorsi per raggiungere un unico obiettivo: porre un filtro alla quantità eccessiva di informazioni presenti sulla Rete ed attribuire la giusta rilevanza ai contenuti di qualità. Questo processo ribalta il modello tipico dei sistemi editoriali tradizionali in cui la cernita dei contenuti precedeva la fase della pubblicazione; Internet abbatte sia i costi fissi che quelli incrementali sulla pubblicazione e permette l’accesso alla sua piattaforma di pubblicazione, il Web, ad un numero altissimo e sempre crescente di individui. Gli aggregatori di contenuti oggetto di questa tesi rappresentano degli strumenti atti alla selezione e gerarchizzazione a posteriori dei contenuti online, riducendo la complessità di un ambiente informativo continuamente sottoposto al rischio di Information Overload.
    Dal momento che la grande quantità di informazioni su Internet viene filtrata da questi nuovi operatori, che l’utente accede sempre più spesso a questi snodi centrali (hub) per il suo consumo di notizie e che risulta evidente la grande importanza che essi ricoprono nel complesso ecosistema della Rete, è opportuno domandarsi in che modo essi condizionino l’industria dei media e in particolare il suo ruolo professionale cardine, il giornalista. Dal lato dei fornitori di contenuti, sebbene questi strumenti possano rivelarsi delle utilissime modalità per diversificare la distribuzione delle proprie risorse ed aumentarne gli accessi (sempre che non vengano superati i paletti che regolano i limiti di liceità sul copyright e sulla concorrenza), il loro inserimento nella filiera di produzione della notizia non è stato accolto unanimemente in modo positivo dagli operatori del settore, da una parte poiché le modalità di gestione dei contenuti – sul modello dei motori di ricerca – non sono contrattate tra le parti e dall’altra poiché impongono dei profondi ripensamenti sui modelli di business e di distribuzione dei contenuti.
    Dal lato della fruizione questi strumenti contribuiscono ad attenuare la netta divisione tra quella che è sempre stata la parte attiva del processo informativo, il giornalista e quella passiva, il lettore, poiché mettono quest’ultimo nella condizione di poter controllare maggiormente il resoconto dei news events, in particolare attraverso il confronto multitestata, contribuendo a determinare il processo che è stato denominato gatekeeping a rete, ovvero la partecipazione del cittadino alla filiera produttiva della notizia, non solo come creatore di contenuti originali ma anche come commento e verifica di quelli già disponibili sulla Rete. Oltre alla teoria di gatekeeping, sono state effettuate alcune considerazioni non conclusive sull’ipotetica applicabilità alle tematiche di questa tesi di un altro importante filone della ricerca mass-mediologica: l’agenda-setting.
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