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La radio in Europa: dinamiche del settore in Francia e in Gran Bretagna

Autore
Francesca Gilardoni - Università degli Studi di Milano - [2005-06]
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  • Bibliografia
  • Tesi completa: 67 pagine
  • Abstract
    La radio è il mezzo di comunicazione di massa più diffuso al mondo ed è anche quello più amato e seguito. Infatti, nel mondo esistono miliardi di apparecchi radiofonici e nella sola Europa se ne contano milioni, più degli abitanti stessi del continente. Da qui la scelta di descrivere questo settore che ancora oggi, nonostante la concorrenza di altre tecnologie di informazione e intrattenimento, soprattutto della televisione - regno del suono e dell'immagine- e di Internet - mondo dell'interattività e della multimedialità -, raggiunge la maggior parte degli oltre sei miliardi di abitanti del globo seppur con caratteri diversi nelle varie parti del mondo: nei paesi occidentali come mezzo di informazione e di intrattenimento complementare alla televisione e alla carta stampata; nei paesi con economie più arretrate come medium prioritario e centrale come lo è stata la televisione cinquant'anni fa nei paesi occidentali. La radio ha mantenuto il fascino di televisione senza immagini, come affermato dagli studiosi del mezzo di tutte le discipline, ha la capacità di trasportare l'ascoltatore in una comunità mediale collettiva, riesce a creare un rapporto duraturo con l'ascoltatore, importante soprattutto da un punto di vista pubblicitario, oltre ad avere il grande pregio di essere ascoltata ovunque e in ogni momento anche durate lo svolgimento di altre attività.

    Scopo di questo elaborato è quello di analizzare due dei più grandi mercati radiofonici europei -quello francese e quello inglese, quest'ultimo adottato come modello da numerosi altri paesi- mettendone in evidenza analogie e differenze nel contesto storico, nella struttura, nella regolamentazione e nell'approccio al futuro. Molti degli aspetti di questi paesi analizzati sono comuni a livello europeo tale per cui molti esperti parlano di mercato europeo della radiofonia. Tale mercato, infatti, è stato caratterizzato dalla presenza dei monopoli pubblici che hanno avuto, e spesso hanno ancora oggi, un ruolo importate sul mercato, e negli ultimi anni dalla presenza di grandi gruppi radiofonici operanti in diversi paesi che hanno portato alla creazione di un sistema misto pubblico-privato della radiofonia. Questa particolarità ha fatto sì che tale mercato abbia avuto uno sviluppo degli investimenti e della tecnologia diverso rispetto al mercato americano, ma in ogni modo è uno dei mercati che ha conosciuto una maggiore crescita negli ultimi anni.

    Lo schema seguito nell'analisi è il seguente:
    -nel primo capitolo sarà brevemente esposta l'evoluzione storica del mezzo radiofonico in questi due paesi analizzando soprattutto gli aspetti di mercato, lo sviluppo delle radio pubbliche e di quelle private;
    -nel secondo capitolo viene analizzata nel dettaglio la struttura del settore radiofonico descrivendone l'offerta attuale (radio pubbliche, commerciali, locali, web radio, digitali, satellitari, community ecc.), l'analisi dell'ascolto, la raccolta pubblicitaria, le modalità concorrenziali, la struttura dei costi, le dinamiche di concentrazione, la normativa vigente che regola il mezzo radiofonico -in parte comune a livello europeo- e le attività svolte dalle autorità di regolazione nazionali;
    -nel terzo ed ultimo capitolo saranno presentate le tecnologie che al momento si stanno diffondendo e che saranno centrali nel futuro scenario del settore (il DAB e gli altri standard, le web radio, le radio satellitari).

    L'elaborato non vuole essere esaustivo ma mira a dare una visione di insieme di due mercati complessi e in costante movimento e che si trovano in un periodo in cui è necessario fare le giuste scelte per garantire il miglioramento di questo medium che, da un punto di vista tecnologico, è ancora largamente legato all'invenzione della banda FM avvenuta ormai sessant'anni fa. La sfida tecnologica del digitale è quindi prioritaria e come tale va affrontata in questi due paesi -e in tutti gli altri- per garantire un miglioramento del medium a beneficio degli ascoltatori e degli operatori del mercato -attraverso nuovi canali distributivi e nuove possibilità di concorrenza-, smentendo tutti coloro che prevedevano un lento declino del mezzo radiofonico, sopraffatto dalle altre tecnologie.
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