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Il migrante come attore trasnazionale: le rimesse come fattore di co-sviluppo

Autore
Ferruccio Melappioni - Università degli Studi di Padova - [2006-07]
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  • Bibliografia
  • Tesi completa: 91 pagine
  • Abstract
    Secondo il rapporto Caritas - Migrantes del 2006 gli immigrati regolari ed irregolari,in Italia, risultano essere quasi tre milioni. Principalmente sono provenienti dai paesi dell’Est Europa di prossima integrazione nell’UE e dal Magreb. Tra i principali motivi del loro migrare vi sono il desiderio e la speranza di migliorare le loro condizioni economiche e di riflesso poter far fronte alle necessità quotidiane dei loro parenti più prossimi rimasti in patria o il pagamento di debiti. A seguito di ciò, dagli anni’90, ad oggi, vi sono stati dei rilevanti aumenti di flussi di denaro, in uscita dall’Italia, sotto forma di rimessa. Tale denaro viene utilizzato in base alle priorità e al progetto migratorio dell’immigrato, agli anni di permanenza all’estero, al grado di integrazione, alla tipologia di lavoro in cui è impiegato e ai legami affettivi esistenti. I canali utilizzati per il trasferimento dello stesso sono vari e passano sia per modalità formali che informali. La preferenza generalizzata ad utilizzare canali informali si basa sulla diffusa diffidenza verso le banche e i servizi offerti, e a volte dalla mancanza di un conto aperto verso le stesse. Spesso l’uso di agenzie parabancarie ( Western Union), è dettata dalla facilità delle modalità di invio e dalla velocità del servizio. Per conto alti sono le provvigioni chieste per elargire il servizio.
    Gli effetti moltiplicatori che questo flusso monetario potrebbe avere nei contesti di origine è attenuato dalla percentuale del costo del servizio d’ invio, rispetto alle somme inviate e dall’uso privatistico del denaro giunto a destinazione.
    Visto gli attuali problemi di finanziamenti pubblici, rivolti al terzo settore e alla cooperazione internazionale e visto l’interesse costante delle banche verso questi nuovi clienti, urge canalizzare il fenomeno in modalità formali e controllate, in modo che vi sia una ritorno per gli immigrati, le banche etiche, i territori di origine e chi opera nelle organizzazioni internazionali.
    Dall’indagine svolta durante il tirocinio e riportata nella tesi di laurea ( Il migrante come attore trasnazionale: Le rimesse come fattore di co-sviluppo), ho verificato una serie di bisogni dichiarati dalla popolazione target, della sperimentazione, che in questo caso erano gli immigrati residenti in Padova, detentori di un reddito e soggetti periodicamente a invio di denaro vero i loro cari all’estero. Secondo mie indagine quantitative è emerso che 88% di coloro che hanno un reddito inviano regolarmente denaro a casa, e che il 54 % di loro utilizza le agenzie come la Western Union. Inoltre ben il 60% ha dichiarato di non essere soddisfatto dei canali di invio che utilizza a causa dei costi e dei rischi che corre, soprattutto negli invii con corrieri informali.
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