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Chi media i bulli. Bullismo e devianza: analisi e ricerca.

Autore
Eleonora Rossi - Università degli Studi di Roma La Sapienza - [2005-06]
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  • Bibliografia
  • Tesi completa: 209 pagine
  • Abstract
    Lo spunto per questo argomento di tesi nasce dall’esperienza di ricerca maturata all’interno del Dipartimento di Sociologia e Comunicazione e dal desiderio personale di indagare il fenomeno della devianza e del bullismo alla luce di una nuova disciplina: la Media Education. Avendo conseguito il titolo regionale di “Esperto in Media education” ho scelto, nella ricerca teorica ed empirica svolta sul bullismo, di sfruttare tutte le conoscenze acquisite nell’iter universitario.
    Nel primo capitolo la mia attenzione si è indirizzata sull’analisi del concetto di devianza nella letteratura sociologica cercando, in primo luogo, di formulare una ricostruzione diacronica del concetto di devianza - vista attraverso alcuni paradigmi disciplinari e le diverse prospettive di ricerca sociale - per arrivare ad un tentativo di definizione dello stesso concetto in una chiave complessa e problematica all’interno dell’attuale dibattito nelle scienze sociali.
    Partendo, quindi, da questa riflessione mi sono poi concentrata, nel secondo capitolo, sul fenomeno del bullismo, inteso come manifestazione di comportamenti conflittuali attuati in forme di prepotenze ed aggressività soprattutto a scuola.
    La mia riflessione, si è progressivamente spostata dall’attenzione verso il bullismo rigidamente definito dalla rilevazione di forme e frequenza del fenomeno, dall’individuazione delle componenti psicologiche del bullo e della vittima, ad una riflessione basata sull’assunto che, un clima scolastico caratterizzato da solidarietà, .partecipazione, rispetto per l’altro, possa agire come significativo fattore di prevenzione all’antisocialità.La prospettiva che, nel terzo capitolo, intendo indagare riguarda una concreta proposta d’intervento che non ha come obiettivo quello di risolvere il problema delle aggressioni scolastiche ma quello di facilitare la comprensione, il confronto tra gli attori coinvolti e la riflessione sul fenomeno da parte degli studenti e degli insegnanti attraverso la realizzazione di un laboratorio di Media education .La mia idea, riguarda proprio lo sviluppo, all’interno dell’attività didattica e in accordo con essa, di percorsi laboratoriali con l’obiettivo di favorire una cultura del dialogo tra i soggetti coinvolti. A tal proposito ho seguito personalmente le fasi di realizzazione nella classe V d della scuola elementare “Merelli” di Roma, del laboratorio di Media education “Tg in classe”, nel quale i ragazzi hanno scelto come tema principale proprio il bullismo. Successivamente ho avuto la possibilità di intervistare la responsabile del progetto Dott.ssa De Cicco e l’insegnante della quinta elementare, direttamente coinvolta nell’esperienza del Tg in classe. Per ovvie esigente di ricerca, ho poi intervistato anche la maestra di un’altra quinta, presente sullo stesso piano della scuola, che non ha svolto con i ragazzi lo stesso percorso laboratoriale. Il quarto capitolo è dedicato all’elaborazione dei focus group svolti in entrambe le classi. La scelta di affiancare allo studio della letteratura di riferimento sulla devianza e nel particolare, sul fenomeno del bullismo, una ricerca qualitativa, ha come intento quello di dar voce ai bambini e alle loro insegnanti.la prospettiva proposta in questo studio pur nella sua settorialità, analizza una possibile applicazione della tecnologia mostrando come il miglioramento individuale e sociale può diventare progetto educativo nella complessità del reale.

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