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La metropoli nel cinema americano

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Laura Tricoli - Università degli Studi di Roma La Sapienza - [2004-05]
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  • Bibliografia
  • Tesi completa: 176 pagine
  • Abstract
    L’attenzione di questo lavoro è volta a cogliere le affinità di percorso che legano due fenomeni peculiari dell’era contemporanea: da un lato, l’evoluzione del concetto e dell’immagine della metropoli intesa come non-luogo della contemporaneità,con i suoi spazi ripetuti e dilatati; dall’altro, la nascita ed il parallelo sviluppo dello strumento cinematografico come supremo mezzo di rappresentazione della contemporaneità stessa e, di conseguenza, della civiltà metropolitana del XX secolo.
    Tra gli anni venti e trenta il dibattito sull'urbanizzazione americana, avviato fin dalla fine del secolo, ha acquistato particolare rilievo e intensità. La metropoli è divenuta oggetto di studio privilegiato, suscitando interesse oltre che nella letteratura del periodo anche nell'immaginario popolare che i nascenti mass media contribuivano a formare. Il cinema ha rivolto la propria attenzione verso lo spazio urbano metropolitano e, attraverso i suoi diversi generi, ha finito per restituirne un'immagine in cui lo spettatore, al contempo oggetto e soggetto di rappresentazione, mette in scena i propri desideri e li vede allo stesso tempo riflessi nel grande specchio dello schermo.
    Il percorso che intendo affrontare vuole mettere a fuoco le diverse e stratificate immagini della grande città che emergono dall'itinerario nella rappresentazione della metropoli nel cinema, all’ interno del sistema dei media della società post-industriale. Cinema come agente sociale, con le sue strategie di produzione e di consumo; non solo come fonte per comprendere l'epoca in cui è stato realizzato, ma anche come testimone e insieme motore di storia. E’ mia intenzione approfondire la figura della metropoli nel cinema americano attraverso l’analisi di film come Metropolis, Blade Runner e Matrix, per la prefigurazione della città futura; La città nuda, Giungla d’asfalto e Collateral, per l’idea di decadenza e di mistero; C’era una volta in America, Il Padrino e La venticinquesima ora, per l’incubo delle tragiche storie di vita metropolitana; Batman, Spiderman e Sin city, per la rappresentazione del conflitto e della sopraffazione; facendo emergere l'idea del non-luogo quale denominatore comune nel cinema cantore della modernità.
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