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La musica nella Rete. Riconfigurazione del mercato nello spazio telematico.

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Claudia Benetello - Libera Univ. Internaz. di Studi Soc. G.Carli-(LUISS) di Roma - [1999-00]
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  • Bibliografia
  • Tesi completa: 168 pagine
  • Abstract
    La maggior parte della musica che ascoltiamo è registrata: essa ha smesso di essere arte per diventare oggetto di consumo, alimentando uno dei più fiorenti business. Circa il 70-80% dei mercati di musica registrata sono occupati dalle majors, mentre il resto del mercato spetta alle migliaia di indies.

    Internet viene spesso ritenuto il più importante strumento di globalizzazione, ma è altrettanto vero che la sua l'interattività trasforma il consumatore in prosumer, il che fa apparire la Rete una terra promessa digitale in cui tutte le iniquità ed oppressioni del mercato musicale potrebbero essere risolte e dove artisti indipendenti avrebbero potenzialmente accesso ad un pubblico enorme (Hayward, 1995). Allo stesso tempo il download gratuito di musica sotto forma di file ascoltabile attraverso il computer solleva questioni molto delicate relative della pirateria e alla violazione del diritto d'autore.

    Internet riconfigura l'assetto del mercato discografico. Nell'ambito dei formati digitali si è assistito all'affermazione dell'MP3, che presenta molti vantaggi rispetto ai tradizionali supporti fonografici, non ultimo la sua gratuità, che ha comportato ingenti perdite alle case discografiche a causa della violazione del copyright. La Rete offre numerosi servizi ai consumatori, che permettono a questi ultimi di venire a conoscenza delle ultime novità musicali, fare amicizia con altri fans e addirittura "chiacchierare" con il loro artista preferito. Nel ciberspazio si ritrovano tanto i mezzi di comunicazione tradizionali quanto nuovi mediatori culturali, che insieme costituiscono i cosiddetti infomediari, taste makers musicali dell'era di Internet. Quest'ultimo viene utilizzato dagli artisti come efficace spazio promozionale, canale distributivo ma anche collegamento con i fans, che talvolta vengono chiamati a partecipare alla realizzazione di brani musicali.

    Sulla base dell'analisi dei siti web delle etichette discografiche considerate (le majors Universal e Emi, e le indies Irma e Compagnia Nuove Indye) e sulla base delle interviste rilasciate dai loro Internet managers, la capacità di Internet di riconfigurare gli equilibri di potere risulta ridimensionata. Se le piccole etichette sono persuase del fatto che la Rete le faccia conoscere in tutto il mondo, le majors ritengono invece che Internet non cambierà lo status quo che vede le grandi corporations dominare il mercato, perché per affermarsi nella new economy è necessario un sito visibile e ben strutturato sostenuto da pubblicità ed operazioni di marketing, il che implica grandi investimenti che le indies non possono permettersi. Inoltre, mentre le multinazionali stanno lavorando alla realizzazione della piattaforma che permetterà il digital delivery, in modo che potranno vendere file musicali direttamente al consumatore, le indies affidano a siti specifici la vendita di MP3, poiché non possono permettersi di realizzare una tecnologia così costosa.
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