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La televisione e i bambini. Finestra sul mondo o grande persuasore?

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Maria Marino - Università degli Studi di Catania - [2006-07]
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  • Bibliografia
  • Tesi completa: 192 pagine
  • Abstract
    La società moderna ha sviluppato un sistema di mezzi di comunicazione di massa sempre più ramificato e in continuo mutamento. Ai primi media, quali la stampa, il telegrafo e la radio, oggi si affiancano nuovi strumenti, basati sul trattamento digitale delle informazioni. Ma attualmente è la tv il medium sociale più diffuso e pervasivo, e pertanto la si accredita di grande “potenza”, tanto da sollevare interrogativi sulle conseguenze di un’esposizione eccessiva a questo mezzo, specie sulle personalità in via di formazione.
    L’idea di questo lavoro nasce dalla consapevolezza, maturata nel mio percorso di studi, dell’importanza assunta dalla socializzazione primaria nella vita di ciascun individuo.
    E’ attraverso il processo di socializzazione che l’individuo acquisisce tutti gli orientamenti interni, i sistemi di controlli e le conoscenze che gli permettono di interpretare il mondo circostante e diventare un membro della società a tutti gli effetti.
    Le prime persone che verranno a contatto con il bambino, le sue prime esperienze, le abitudini acquisite, l’ambiente in cui sarà inserito, avranno un ruolo cruciale non solo nell’infanzia, ma “segneranno” l’individuo per tutta la vita futura. Durante tale processo si avrà la formazione della propria identità e della propria coscienza, in circostanze cariche di componenti emotive.
    Particolare importanza acquisteranno, quindi, le figure socializzanti, che il bambino prenderà a modello nella prima socializzazione.
    Quest’ultime sono state interessate, nel passaggio dalla prima modernità alla post-modernità, da un radicale cambiamento.
    Se nella prima modernità, il bambino quasi “ereditava” gli elementi base del processo di socializzazione dalle due tradizionali agenzie di formazione, quali la famiglia e la scuola, tale quadro viene a stravolgersi nella post-modernità con l’introduzione del mezzo televisivo.
    La televisione, infatti, si pone oggi come una vera e propria istituzione sociale. Ai soggetti in via di sviluppo, quali sono i bambini e gli adolescenti, la televisione sembra “dischiudere” il mondo, aprire uno “spazio d’esplorazione a distanza”.
    In questa prospettiva, la tv può apparire un’agenzia di socializzazione sui generis non solo concorrente, ma addirittura alternativa alle istituzioni tradizionali, non tanto per i messaggi che veicola, quanto per le modalità in cui avvengono le esperienze informative e formative delle nuove generazioni.
    La tv consente ai minori di attingere ad un repertorio pressoché illimitato di informazioni e conoscenze sulla vita adulta, senza con ciò dover sottostare ai controlli familiari o sociali.
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