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Il Mentor: da ''antimaestro'' ad angelo custode elettronico. Il caso SFERA.

Autore
Elena Messore - Università degli Studi di Roma La Sapienza - [2002-03]
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  • Indice
  • Bibliografia
  • Tesi completa: 405 pagine
  • Abstract
    Chi è il mentor? Questo è l’interrogativo principale a cui cerco di rispondere nella mia tesi, affrontando il tema dell’assistenza didattica on line come fattore di successo nei progetti di e-learning. Mentore fu colui a cui Ulisse affidò la sua casa, avendo fiducia che se ne sarebbe preso cura con passione e dedizione, così il mentor nei progetti di formazione a distanza diviene l’assistente del learner, a sua disposizione per ogni dubbio, incertezza, chiarimento, difficoltà tecnica. È un punto di riferimento di notevole sicurezza per il soggetto che apprende in rete, sua guida e suo “amico”, grazie al quale l’umanità dei rapporti apparentemente inesistente dietro il freddo schermo del computer sembra poter riemergere, avvicinare ed incoraggiare. Quando ho pensato alla mia tesi ho immaginato un viaggio. Sorvolata una terra piena di contraddizioni, ricca di pregi ma non esente da colpe e atrocità, la società in cui viviamo, la società postindustriale, ho scelto come destinazione l’affascinante territorio della formazione degli adulti, accorgendomi di quanto questo stia cambiando grazie alle nuove tecnologie dell’informazione e della comunicazione ed in particolare alla Rete. Formazione, oggi, significa sempre di più long-life learning, formazione che, cioè, non attiene ad un momento di vita distinto rispetto al lavoro, ma che impregna di sé ogni attimo dell’esistenza delle persone e, avvalendosi dell’umana socialità, diventa anche cooperative. Questi sono gli argomenti che la prima parte della presente trattazione affronta, proseguendo poi, come utilizzando una lente d’ingrandimento, nel mettere a fuoco, all’interno di questo contesto, il fenomeno tanto nuovo quanto complesso e stimolante costituito dall’e-learning. L’apprendimento on line è la formazione a distanza di terza generazione che cerca di sfruttare a pieno le innumerevoli potenzialità delle tecnologie di rete, recuperando con la presenza virtuale la distanza fisica da esse determinata. Formare in rete significa dotarsi di un paradigma d’apprendimento definibile costruttivista, il quale, ponendo al centro del percorso formativo il soggetto che apprende, fa di lui il perno attorno a cui costruire e far ruotare tutte le risorse di cui egli necessita per acquisire, generare e condividere conoscenza. L’apprendimento collaborativo è la chiave di successo di molti progetti di e-learning contemporanei, all’interno dei quali, secondo un’ottica tipicamente andragogica, il maestro diviene un “antimaestro”, un facilitatore dell’apprendimento, un nuovo professionista.
    L'attenzione si sofferma sul ruolo di chi all’interno di tali ambienti di apprendimento si occupa di una parte dei servizi di tutoring, il mentor o assistente didattico. Non è certamente semplice svolgere il ruolo di assistente didattico. Come andrò a constatare nella learning company più accreditata in Italia, ovvero Sfera-Enel Spa, infatti, facilitare l’apprendimento fornendo servizio di mentoring mette in gioco competenze, quali quelle comunicative e relazionali, la cui presenza non può non essere sostenuta da un’ampia dose di passione e motivazione personale. Come sostenere la formazione di tali soft skills? Questo è un altro interrogativo a cui questa trattazione cercherà di proporre qualche risposta, scendendo sul campo attraverso una ricerca empirica di tipo qualitativo dotata, come utile strumento di raccolta dei dati, di una intervista semi-strutturata in profondità, attraverso la quale chi scrive è riuscita a realizzare e gestire delle interessanti “chiacchierate” con gli assistenti didattici/mentor di Sfera, il cui frutto è sintetizzato nel titolo di questa tesi. L’assistente didattico on line è, infatti, un professionista doppio, che aggiunge alle competenze tecnologiche ed alla flessibilità che gli permette di reagire prontamente a qualsiasi cambiamento, un forte orientamento alle strategie didattiche che fanno della comunicazione efficace e della relazione con l’altro elementi imprescindibili dall’apprendimento. Volendo utilizzare la terminologia di Peter Drucker, il mentor è un “knowledge worker”, un operatore di conoscenza, di profonda e vasta cultura, di grande capacità di adattamento e problem solving e molto spesso “learner by doing”. Tale “angelo custode” di chi apprende on line diviene fattore di successo dell’e-learning, restituendone umanità e socialità, all’insegna di una formazione sempre più personalizzata e rassicurante, che non si lasci sfuggire le frontiere aperte dall’evoluzione tecnologica, ma che allo stesso tempo sia capace di metterle al servizio dell’alunno che, come accade sempre più frequentemente, è sempre meno utente e più cliente che vuole essere curato e coccolato, ma anche essere ritenuto responsabile, libero e capace di scegliere e di agire.
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