Home Sociologia
Home Sociologia
Homo faber, o della natura del lavoro

Autore
Luigi Leone - Università degli Studi di Roma La Sapienza - [2002-03]
Documenti
  • Preview
  • Indice
  • Bibliografia
  • Tesi completa: 614 pagine
  • Abstract
    Qual è la vera natura del lavoro ?

    È questa una domanda imposta dal dilagare dell’economico che, travolgendo le apparenze del welfare, ha disvelato la realtà remota di un bisogno trasformato dall’utilitarismo in fondamento etico dell’umanità dell’uomo.

    Naturalmente è possibile anche non cercare risposte alle contraddizioni emergenti circa l’effettiva umanità del lavoro, come infatti fa con successo la cultura del mercato.

    Eppure, se l’uomo smette di porsi domande, gli si spalanca il gorgo del vuoto mentale, o della hybris irrazionale. E questo potrebbe risucchiarlo verso l’abisso dell’indifferenziato bestiale dal quale è emerso a fatica, grazie al logos.
    E non è solo vana speculazione: quante volte, anche nelle nostre società apparentemente razionalistiche in quanto utilitaristiche, vediamo stracciarsi il sottile diaframma della quotidianità, ed emergere nella sua terrificante concretezza l’Orrore? Quanti abominii vengono compiuti da esseri umani senza che la nostra razionalità apparente, cioè il nostro utilitarismo, sia in grado di spiegarli?
    Le continue, subliminali, offese che il Sé di ciascun laborante riceve con la quotidiana ripetizione del rituale del lavoro; i continui controlli sulle valutazioni del suo Io: tutto ciò produce un sistematico ri-orientamento della sua psiche; ma, nello stesso tempo, scatena quelle forze primordiali che erano state sublimate proprio dalla crescita dell’Io, e della sua libertà, nel percorso millenario di evoluzione della psiche umana.
    In definitiva: il lavoro rende liberi o no?
    Questa tesi è correlata alla categoria
    ARTICOLI AUTORI LIBRI DOSSIER INTERVISTE TESI GLOSSARIO PROFESSIONI LINK CATEGORIE NEWS Home

    Skype Me™! Tesionline Srl P.IVA 01096380116   |   Pubblicità   |   Privacy