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Progettazione, realizzazione e monitoraggio di un sistema di gestione della conoscenza in ambito organizzativo / aziendale.

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Claudio Giorgianni - Università degli studi di Genova - [2005-06]
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  • Bibliografia
  • Tesi completa: 170 pagine
  • Abstract
    Il tema della gestione della conoscenza è negli ultimi anni al centro dell’attenzione non solo di svariate discipline accademiche, ma anche di diversi ambiti aziendali: questo perché il contesto socio-economico contemporaneo, sulla scia degli inesorabili processi di globalizzazione in atto, fa sì che la società nel suo complesso debba affrontare le problematiche legate all’insicurezza e all’instabilità che caratterizzano il mondo globalizzato. L’esplicita attenzione alla gestione della conoscenza è conseguenza di tale generale dilagare di incertezza in molti ambiti della quotidianità.
    La tesi qui presentata ha l’obiettivo di affrontare questo tema “caldo” attraverso un percorso che dalla teoria generale sappia condurre alla messa in pratica di un concreto caso di studio aziendale.
    Il punto di vista preferenziale dal quale si intende procedere nell’analisi è individuato nell’ambito organizzativo-aziendale: le teorie della gestione della conoscenza saranno affrontate in funzione della loro valenza a livello organizzativo e, quindi, meglio identificate dalla locuzione anglosassone di “Knowledge Management”.
    L’aspetto pratico del mio lavoro riguarderà, invece, gli aspetti più prettamente informatico-tecnologici che costituiscono uno dei capisaldi del Knowledge Management.
    Il concentrarsi maggiormente, da un punto di vista operativo, sugli aspetti tecnologici non può prescindere da un’attenta disamina della disciplina del Knowledge Management, per poter capire e definire gli obiettivi, i vincoli e le prerogative che un intervento tecnologico in questo ambito debba rispettare.
    Per questo motivo il presente lavoro si divide in due parti: la prima, principalmente teorica, affronta nel dettaglio le basi, le criticità e le applicazioni della disciplina manageriale del Knowledge Management; la seconda, sostanzialmente pratica, in cui viene affrontato un caso di studio con l’obiettivo di sviluppare un sistema informatico in grado di migliorare i processi di comunicazione interni ad un’area funzionale di un’azienda, secondo un approccio orientato alla gestione della conoscenza.
    La parte teorica si apre con una contestualizzazione socio-economica all’interno del passaggio dal fordismo al post-fordismo e la conseguente nascita del concetto organizzativo di “learning organization”, per poi addentrarsi nel dettaglio di due contributi particolarmente importanti per lo “sdoganamento” nel mondo manageriale degli studi accademici sulla gestione della conoscenza: “La quinta disciplina. L’arte e la pratica dell’apprendimento organizzativo” di Senge (1990) e “The knowledge creating company” di Nonaka-Takeuchi (1995).
    Il contributo di Senge risulta fondamentale per chiarire da un punto di vista più sistemico il reale obiettivo che dovrebbe porsi la gestione della conoscenza aziendale, ossia garantire il consolidamento di una struttura aziendale flessibile e “intelligente”, in grado di rispondere con prontezza al mutare dei contesti in cui via via verrà a trovarsi.
    Nonaka e Takeuchi, invece, esplicitano le dinamiche specifiche con cui la conoscenza si muove, si riproduce, nasce, muore e si concretizza in prodotti all’interno della realtà aziendale; il loro contributo risulta prezioso nel far percepire l’importanza della dimensione soggettiva della conoscenza e dell’immenso valore che tale dimensione può avere.
    Il tema delle comunità di pratica, vero e proprio elemento trainante dei processi di gestione della conoscenza, completa il quadro teorico delle fondamenta del Knowledge Management. Il grande contributo di questo filone di studio consiste nel sottolineare l’importanza delle reti di relazioni nei processi di diffusione e creazione della conoscenza.
    Il secondo capitolo si concentra sulla disciplina manageriale del Knowledge Management e sulle sue componenti portanti: cultura, organizzazione e tecnologia.
    Si viene a configurare in maniera più chiara come l’azione aziendale di gestire la conoscenza si traduca in interventi multidisciplinari, in cui le spinte all’innovazione in ciascuno dei singoli campi siano necessariamente correlate con spinte, altrettanto forti, negli altri campi: lo sviluppo di sistemi di Knowledge Management “informaticamente perfetti”, ad esempio, non garantisce affatto, da solo, una efficace gestione della conoscenza aziendale. Infatti a questo vanno affiancati interventi culturali in grado di cambiare l’approccio al modo di lavorare delle persone e interventi organizzativi che sappiano strutturare le varie parti in causa in maniera funzionale agli obiettivi aziendali.
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