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Televisione e identità politica giovanile. Analisi della campagna elettorale del 2001.

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Florindo Favale - Università degli Studi di Roma La Sapienza - [2004-05]
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  • Indice
  • Bibliografia
  • Tesi completa: 252 pagine
  • Abstract
    L’elaborato è di natura sperimentale e il suo obbiettivo è tentare di capire se e in che modo la televisione può contribuire alla formazione dell’identità politica giovanile.
    Il primo passo è stato costruire, sulla base di ricerche sociali teoriche ed empiriche, una definizione di “identità politica” che ha permesso di delimitare con precisione l’oggetto di studio.
    L’identità politica giovanile è stata studiata in questa ricerca come modo di "vivere" la politica, quindi di conoscerla, percepirla, parlarne e praticarla attivamente.
    Il processo formativo dell’identità politica, così definita, viene chiamato in sociologia “socializzazione politica” e ad essa contribuiscono oltre che le agenzie socializzanti generiche, anche le agenzie socializzanti specifiche e i mezzi di comunicazione di massa. L’ipotesi è che la televisione giochi un ruolo di rilievo nella socializzazione politica giovanile.
    Supporto teorico ad una tale ipotesi è stata la teoria della “coltivazione” di Gerbner. Si è pensato di osservare parallelamente alla televisione, il ruolo che le altre agenzie socializzanti giocano in questo processo formativo. Sulla base di queste premesse teoriche si è scelto di analizzare il caso della campagna elettorale nazionale del 2001.
    Lo scopo era di controllare se le identità politiche giovanili avessero subito delle variazioni in periodo di campagna elettorale, rispetto ad un periodo di politica non elettorale e, in caso affermativo, ricondurre questi mutamenti all’esposizione alla campagna elettorale televisiva del 2001.
    Gettate le basi teoriche, focalizzata l’attenzione sull’oggetto di indagine e formulate delle ipotesi della ricerca, si è proceduto all’analisi dimensionale i concetti coinvolti nella formulazione delle ipotesi, giungendo così alla costruzione degli indicatori.
    Si è costruito un campione ragionato di 190 studenti universitari, la maggioranza dell’università “La Sapienza”.
    Il metodo di analisi è stato di tipo quantitativo, e per la rilevazione dei dati si è proceduto, alla creazione di un questionario semi strutturato, composto da 66 domande.
    I dati sono stati analizzati con il programma di rielaborazione SPSS.
    L’analisi dei dati ha fornito elementi di conferma all’ipotesi che la televisione possa, in periodo di campagna elettorale produrre dei mutamenti nelle identità politiche, e quindi, in particolari circostanze, socializzare alla politica i giovani.
    Le associazioni di natura politica, istituzionali e non, sembrano essere sempre meno una realtà sostanziale dell’universo politico giovanile; famiglia e gruppo dei pari dipendono in tutto e per tutto, sotto il profilo dell’informazione politica, dai mezzi di comunicazione, e come se non bastasse la quasi totalità dei dialoghi politici al loro interno è stimolata da trasmissioni televisive.
    Il calare della concorrenza delle altre agenzie socializzanti, e la quasi totale dipendenza informativa dei soggetti e delle loro altre agenzie dal mezzo televisivo, non possono che contribuire a riconoscere alla televisione un ruolo di primo piano nel processo di formazione delle identità politiche dei giovani.
    La ricerca illuminando quelle che sono le esigenze politiche giovanili, propone interessanti suggerimenti sul tipo di comunicazione politica più adatta all’universo giovanile e può essere usata come primo tassello per sfruttare le potenzialità del mezzo televisivo per coinvolgere e riavvicinare i giovani alla politica istituzionale.
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