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Istruzione femminile, evoluzione demografica e sviluppo economico: il caso dell'India

Autore
Sarah Galassi - Università degli Studi Roma Tre - [2002-03]
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  • Bibliografia
  • Tesi completa: 351 pagine
  • Abstract
    Dall’osservazione e dallo studio dei dati sociali ed economici di alcuni PMS, si riscontrano delle evidenti differenze nei livelli educativi delle varie popolazioni, soprattutto se ad essere paragonati sono i risultati conseguiti nell’istruzione da parte delle donne. Si rileva, inoltre, che tali profonde differenze si ripercuotono sulla definizione dello status sociale ed economico delle donne, nonché sul loro comportamento demografico. Quale può essere, quindi, l’influenza di una popolazione con livelli educativi più elevati sul processo di sviluppo economico, in atto o in potenza, dei PMS? Più specificamente, quale ruolo può avere l’istruzione delle donne nell’avviare un processo di sviluppo e di crescita? Lo Stato indiano del Kerala presenta due evidenti anomalie, rispetto agli altri Paesi in via di sviluppo: i livelli di istruzione sono incredibilmente più elevati, nel loro complesso, ma soprattutto con riferimento alla quota femminile della popolazione. Inoltre, la performance di crescita economica del Kerala, almeno fino all’inizio degli anni ’90 del Novecento, era stata fra le più scoraggianti del subcontinente indiano; nonostante ciò, sin dalla metà degli anni ’70, si sono registrati dei livelli invidiabili circa molti indicatori dello sviluppo: mortalità, fecondità, speranza di vita alla nascita, livello dei consumi, dei risparmi, distribuzione della terra, espansione del settore terziario. Un classico esempio di “sviluppo senza crescita”. Filtrata attraverso i modelli della crescita endogena, l'esperienza del Kerala sembra dimostrare l’importanza associata all’investimento in capitale umano accanto a quello in capitale fisico. Dati i rendimenti di scala costanti associati all’investimento congiunto in capitale fisico ed umano, lo Stato si è assicurato un fattore di crescita endogeno e non esogeno, come ad esempio il progresso tecnologico nel modello neoclassico di Robert Solow. In accordo con le tesi della scuola di Chicago, e in particolare con l'economia della famiglia di Gary Becker, le famiglie in Kerala hanno compiuto un ragionamento economico alla base della decisione circa il numero di figli. Con l’aumento sia del costo per ogni figlio sia del numero di bambini sopravvissuti, molte famiglie in Kerala semplicemente non avevano le risorse per effettuare troppo spesso il necessario investimento iniziale in capitale umano. In termini di sviluppo sociale, l’istruzione ha contribuito alla costruzione di una coscienza sociale all’interno della popolazione del Kerala. Ciò è servito da base fondamentale per fare sì che il processo di sviluppo in Kerala si configurasse come “sviluppo partecipato”. In termini di sviluppo demografico, l’istruzione è stata uno dei fattori principali ad innescare, nel Kerala, la transizione demografica. Ha inoltre avuto influenza sulle dinamiche matrimoniali, innalzando l’età media al matrimonio delle donne in Kerala. Questa situazione ha avuto delle ovvie ripercussioni economiche, perché le donne istruite pretendevano di impiegare nel mercato del lavoro le capacità e abilità apprese prima di sposarsi; ciò ritardava ulteriormente l’età al matrimonio e di conseguenza accorciava l’intervallo riproduttivo, con conseguente ricaduta al ribasso dei tassi di fecondità. I progressi conseguiti nell’ambito dello sviluppo sociale e demografico hanno contribuito all’avvio di un processo di sviluppo umano. I dati che sono stati raccolti dalle agenzie specializzate dell’ONU, in primo luogo lo Undp, dimostrano che il grado di sviluppo umano del Kerala misurato attraverso l’Hpi è molto alto in rapporto al livello del reddito pro-capite. La ragguardevolezza del risultato è dovuta in gran parte all’istruzione, sia direttamente (in quanto il livello d’istruzione è una delle tre variabili computate nell’indice), sia indirettamente, attraverso l’influenza che l’istruzione ha avuto sullo sviluppo demografico, e specificamente sulla speranza di vita alla nascita. Tutti gli effetti esplicati dall’istruzione sulla popolazione del Kerala hanno contribuito al suo sviluppo in termini economici. L’esistenza di una popolazione più esigua rispetto al passato ha fatto sì che gli interventi statali nell’alleviamento della povertà fossero più efficaci, tant’è che la percentuale di popolazione al di sotto della soglia di povertà risulta essere la più bassa in tutta l’India. La mancanza di una crescita sostenuta, se non a partire dall’inizio degli anni ’90, laddove questi progressi nel processo di sviluppo avevano preso avvio dalla fine degli anni ’70, può essere spiegata sia dalle condizioni economiche disastrose in cui il Kerala era stato ridotto dal Governo coloniale britannico, sia dall’incapacità iniziale del Governo e delle istituzioni economiche del Kerala ad allocare correttamente il surplus generato dall’economia nel suo complesso.
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