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I non temi della campagna elettorale europea - le rappresentazioni mediali e politiche dell'istituzione europea

Autore
Laura Todaro - Università degli Studi di Palermo - [2004-05]
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  • Bibliografia
  • Tesi completa: 221 pagine
  • Abstract
    Negli ultimi anni il processo di integrazione europea ha vissuto un sorta di accelerazione storica dovuta a particolari eventi come l’introduzione della moneta unica, l’Euro , la firma della Costituzione europea e l’allargamento a venticinque dell’Unione. Tutti avvenimenti che hanno avuto e avranno notevoli ripercussioni sulla società e sulla vita dei cittadini europei e che sono stati molto vicini sotto il profilo temporale alle elezioni per il rinnovo del Parlamento europeo, che in Italia si sono tenute il 12 e il 13 giugno del 2004.
    Tuttavia l’Europa resta esclusa durante la campagna dall’agenda dei politici e dei media, che la rappresentano al pubblico come ulteriore banco di prova degli equilibri interni o come giudice – riferimento delle politiche nazionali.
    Attraverso questo lavoro di tesi cercherò di comprendere quali sono le regioni che spingono i temi propri dell’Unione europea ai margini del dibattito politico.
    Una riflessione di questo tipo non può prescindere dalla struttura e dalle funzioni dell’Unione e da una più ampia riflessione sulla comunicazione politica e sui rapporti che intercorrono tra i suoi protagonisti: i mezzi di comunicazione di massa, i referenti politici e il pubblico. Da qui l’inevitabile riflessione sulla costruzione dell’agenda della campagna elettorale come specchio dei rapporti intercorrenti tra questi attori.
    L’analisi qualitativa computer-assistita delle trasmissioni di Ballarò e Porta a Porta rende evidente che le issues dell’agenda della campagna elettorale europea sono di tipo nazionale e permette di stabilire, per esclusione, quali sono i “non temi” della campagna elettorale europea e di studiarli approfonditamente.
    Infine ho sintetizzato il lavoro fatto cercando di comprendere le ragioni dell’esclusione dei temi di fondamentale importanza per il futuro dell’Ue, attraverso l’uso di modelli interpretativi del consenso elettorale, i quali però non rispondono in maniera soddisfacente al quesito sui motivi dell’emarginazione dell’Europa dal discorso politico, al cui fondo, invece restano limiti oggettivi della struttura informativa, che non prevede canali informativi europei; del circuito elettori - eletti, che non supera la dimensione locale e del sistema di rappresentanza democratica europea, che vede il voto dei cittadini europei poco influente sulle politiche e sul governo dell’Unione (capitolo 6°).
    In ultimo è necessario precisare che in questo studio mi sono posta dei limiti di spazio, poiché sarebbe stato utile osservare ciò che accade negli altri Paesi europei, e di tempo che riguardano lo studio di più programmi - tv in periodi differenti. Naturalmente per questioni di opportunità di sede non è stato possibile coprire l’intera programmazione né riportare l’intero clima mediatico del periodo. Dunque questo studio non ha la pretesa di esaurire tutto il possibile scenario della competizione elettorale europea, ma sono certa che i criteri di raccolta e di analisi dei dati che ho perseguito mi abbiano aperto una finestra rilevante sulla vita politico-televisiva del nostro Paese in quei giorni di giugno.
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