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La propaganda fascista durante la seconda guerra mondiale

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Alessio Garofoli - Università degli Studi di Roma La Sapienza - [2003-04]
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  • Bibliografia
  • Tesi completa: 140 pagine
  • Abstract
    Attraverso un progetto di ricerca, che ha compreso l’analisi di diverse fonti, ho tentato di realizzare un'ampia panoramica sulle caratteristiche burocratiche, tecniche ed ideologiche della ambiziosa e multiforme macchina propagandistica del regime fascista, che si avvaleva accuratamente di tutti i mezzi allora a disposizione(stampa, radio e cinema, ma anche canzoni, fumetti e cartoons), delle organizzazioni di massa del regime e della scuola, e del suo funzionamento nel momento cruciale della seconda guerra mondiale.
    Tale panoramica ha lo scopo di far comprendere come, per mezzo di essa, si tentò non solo di concretizzare il paradigma politico proprio del fascismo, giunto con il conflitto mondiale alla sua massima estrinsecazione totalizzante, e di realizzare i presupposti per la mobilitazione e l’adesione psicologica del fronte interno, ma anche di costruire una chiave di lettura completamente unilaterale della natura e dello svolgimento dello scontro ad uso degli italiani.
    Essendo il fascismo un movimento sorto nel clima culturale venutosi a creare dopo la Grande Guerra, quello stesso clima che aveva glorificato in varie forme l'esperienza sanguinosa delle trincee, aveva al suo interno una componente primaria schiettamente bellicista ed è per questo che la preoccupazione di preparare il paese in ogni aspetto all'eventualità di un ulteriore conflitto si presentò subito dopo che esso divenne propriamente regime. Già la propaganda del primo fascismo aveva agito mediante la diffusione diversificata ed estesa della stampa fascista e grazie ad un’attenzione rilevante presso la stampa fiancheggiatrice.
    Aveva utilizzato manifesti murali e altre forme di diffusione iconografica connesse alla propaganda della Grande Guerra e all'arditismo. Era riuscita a trascinare gli adepti e la pubblica opinione vicina al fascismo servendosi di una nuova ritualità-definita da alcuni storici una nuova liturgia politica-in parte inventata, in parte tratta dall'avventura fiumana di Gabriele D’Annunzio.
    Ma la propaganda fascista aveva fatto un salto di qualità, come si è detto poc’anzi, con la conquista del potere e con l’edificazione dello Stato autoritario. Essa era calata allora su ogni aspetto della vita degli italiani, puntando a cancellare la divisione tra sfera pubblica e privata che fino a quel momento era parte integrante del modo di concepire il gioco politico. Fu un'esperienza del tutto inedita nella storia italiana ed occidentale: la merce politica detenuta in regime di monopolio e venduta con le metodiche di un prodotto commerciale.
    Tra il 1939 ed il 1940 la propaganda intese convincere gli italiani dell'opportunità di partecipare alla seconda guerra mondiale; le motivazioni ufficiali dell'entrata in guerra vennero incentrate su tematiche geopolitiche e su rivendicazioni territoriali che non godevano però del consenso del binomio Trento-Trieste.
    Questo vero e proprio progetto di fascistizzazione totale del paese, testato con i conflitti d’Etiopia e di Spagna, aveva subito un'accelerazione organizzativa ed una radicalizzazione dei contenuti, nel momento in cui il regime fascista si era volto all’attuazione delle sue velleità di trasformazione totalitaria e si era stretto con la Germania nazista in un abbraccio che inevitabilmente doveva condurre ad un'altra guerra. Fu proprio quello il momento in cui l'apparato della propaganda, pur così opprimente, iniziò a dimostrare una influenza limitata, perché strettamente correlato nella prassi al tentativo di un cambiamento radicale della cultura degli italiani, che andava oltre le effettive possibilità del regime che, come è noto, non riuscì ad eguagliare, in primis per la stessa natura della sua nascita, la pervasività dell’esperienza nazionalsocialista, cui pure si ispirò. Quando poi dalla guerra di sole parole si giunse finalmente a quella vera e propria, tale apparato velocemente si inceppò...
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