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Democrazia partecipativa e le nuove tecnologie dell’informazione e della comunicazione. Il caso del comune di Pieve Emanuele

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Alessio Fabrizi - Università degli Studi di Roma La Sapienza - [2004-05]
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  • Bibliografia
  • Tesi completa: 147 pagine
  • Abstract
    Il Comune di Pieve Emanuele rappresenta, nel panorama italiano, un caso paradigmatico riguardo pratiche e metodi di democrazia partecipativa, cioè di specifiche forme ed esperienze che si pongono tra le attuali forme di rappresentanza democratica e un ideale autogoverno dei cittadini (o strong democracy). Particolarmente innovativa l’implementazione del meccanismo di Bilancio Partecipativo, ovvero una co-gestione della città e delle risorse economico-finanziarie da parte di cittadini e istituzioni, in un’ottica di governance, e l’utilizzo delle nuove tecnologie dell’informazione e della comunicazione in tali processi.
    Difatti nel passaggio dalla democrazia di tipo rappresentativo a forme di strong democracy cambiano due condizioni fondamentali della politica: informazione e partecipazione.
    Attraverso la partecipazione, da non confondersi con una neoconcertazione, né con una semplice operazione di marketing territoriale, si riconfigurano modalità e processi decisionali, e ciò diviene pratica importante di democrazia, nonché una reinterpretazione dei valori territoriali ed esperimento di nuove relazioni con il proprio ambiente insediativo: i cittadini costruiscono processi di governo “attivo” e la sovranità non passa più soltanto nei luoghi della rappresentanza. Sebbene le ICTs (Information and Communication Technologies) possano essere giustamente ritenute in grado di creare le condizioni in presenza delle quali si realizza una maggiore informazione e una maggiore partecipazione c’è da domandarsi quali sia il loro ruolo e quali gli effetti sulla nostra quotidianità. Con l’intero sistema delle comunicazioni sempre più coinvolto nei processi politici si deve oggi far riferimento a una totalità di strumenti che si caratterizzano come forza strutturante della nostra realtà, un processo in fieri che delinea un nuovo spazio politico, con nuovi problemi, quali ad esempio il digital divide, e nuove prospettive, persino di cittadinanza. L’utilizzo delle nuove tecnologie, se non appropriato, sembra di per sé non essere elemento esclusivo di una maggiore democraticità, anche se, come nel caso preso in esame, sembra poter influenzare in modo decisivo ed essere un fattore di accelerazione di mutamenti nella vita istituzionale.
    Il Comune di Pieve Emanuele è un esempio di come un’attenta applicazione dei nuovi media in un percorso di partecipazione possa condurre a un’ottimizzazione delle pratiche e processi democratici e delle risorse a disposizione e rappresenti un ‘ottimo ausilio’ verso forme di politica diffusa.
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