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I Simpson, la traduzione di un fenomeno culturale

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Federica Bologna - ISIT - Ist. Sup. per Interpreti e Traduttori - [2005-06]
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  • Indice
  • Bibliografia
  • Tesi completa: 78 pagine
  • Abstract
    La tesi analizza il modo in cui il particolare linguaggio utilizzato nella famosa animated sit-com americana I Simpson viene tradotto in italiano.

    È suddivisa in 5 parti:

    • L’analisi narratologica;
    • Il copione inglese dell’episodio The Cartridge Family con la traduzione italiana a fronte;
    • L’intervista alla traduttrice Elena Di Carlo;
    • L’analisi traduttologica;
    • Le conclusioni.

    Nell’analisi narratologica viene presentata la serie, l’obiettivo che si prefiggono i suoi creatori, i personaggi principali e il tratto della società americana che ognuno di essi ha il compito di rappresentare. Inoltre, iniziando l’approccio traduttologico dal prototesto, viene rintracciata la dominante, lo spettatore modello, l’intertestualità e le marche presenti nel copione inglese scelto. Il principale testo di riferimento utilizzato per l’approfondimento di questa prima parte è I Simpson, L’allucinazione di una sit-com di Pierluca Marchisio and Guido Michelone, grazie al quale è stata profilata una breve storia del cartone animato e tracciate le caratteristiche delle tipiche situation comedy americane, per cercare di comprendere in quale genere i Simpson possono essere classificati.

    Il secondo capitolo consta della traduzione integrale in italiano del copione dell’episodio scelto The Cartridge Family, con testo originale inglese a fronte. A completamento del capitolo sono stati rintracciati nel copione inglese i riferimenti alla cultura e società americana.

    Nel terzo capitolo è stata riportata l’intervista fatta dalla candidata alla traduttrice ufficiale della versione italiana de i Simpson, Elena Di Carlo, nella quale sono emerse importanti informazioni riguardanti la strategia traduttologica da lei scelta. È inoltre presente un’analisi teorica di tali scelte traduttologiche, nella quale si fa riferimento a Dire quasi la stessa cosa di Umberto Eco, Propedeutica della traduzione di Bruno Osimo e Teoria contemporanea della traduzione di Siri Nergaard.
    Il quarto capitolo è dedicato all’analisi traduttologica del metatesto. In esso vengono rintracciate la dominante, l’intertestualità, lo spettatore modello – che si scoprono essere diversi da quelli del prototesto – e riportate e analizzate le scelte traduttologiche fatte per rendere in modo efficace i termini marcati individuati inizialmente nel prototesto.

    La tesi si conclude con l’analisi del residuo traduttivo e del modo in cui è stato gestito.
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