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La costruzione mediatica dell'insicurezza, indagine sulla retorica della paura come strategia comunicativa e strumento di controllo sociale

Autore
Marco Di Tommaso - Università degli Studi di Roma La Sapienza - [2004-05]
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  • Bibliografia
  • Tesi completa: 118 pagine
  • Abstract
    Il sistema dei media nelle società complesse diviene strumento estremamente rilevante nella costruzione sociale della realtà e nel determinare l’idea che le masse hanno del mondo e di se stesse. I sistemi d’informazione, però, nel fornir loro questo sapere e questa finestra affacciata sul mondo, devono, per necessità di spazi, attuare un’operazione di selezione e di sintesi.
    In un processo di scrematura e di riduzione della complessità, essi ritagliano da tutta una serie di immagini e avvenimenti alcune loro parti, e propongono, in questo modo, una trasposizione, una rappresentazione della realtà, che non è la realtà stessa… Rifiutando una deriva piattamente critica od apocalittica, non si può dimenticare, tuttavia, quanto i media, selezionando le notizie e ricorrendo a tecniche narrativo-retoriche che amplificano (o minimizzano) determinati fenomeni, siano importanti nel trasmettere immagini, stereotipi, opinioni e pregiudizi.
    Diffondendo certi tipi di messaggi a scapito di altri, i media influiscono in modo rilevante sulla percezione degli eventi, soprattutto quelli non immediatamente verificabili dai singoli individui, e propongono una visione del mondo per forza di cose parziale e latentemente distorta.
    E’ all’interno di questa dinamica che si inserisce l’interesse del presente lavoro.
    I media seguono, nell’effettuare la selezione, criteri di pertinenza che si sedimentano nel tempo, a seconda dei contesti e delle culture.
    Questi criteri riguardano il livello generale di interesse di un evento, il suo impatto sulla nazione ed altre caratteristiche argomentate nella tesi; ma tutti sono comunque orientati, con particolare riferimento alla tradizione giornalistica italiana, alla vendibilità della notizia stessa, al massimo impatto e all’enfasi sull’eccezionalità, che in termini pratici si traducono nella divulgazione prioritaria delle notizie allarmanti e nella loro trattazione sensazionalistica.
    Nella presente indagine ci si è preposti, appunto, di verificare (con interviste faccia a faccia ed elaborazione dei conseguenti risultati) se e quanto questa consolidata tendenza dei sistemi d'informazione comporti la disseminazione tra i "forti consumatori mediali" di un senso d'allarme e d'insicurezza sociale diffusi, presumendo che il tutto avvanga sullo sfondo di un nuovo progetto normativo in cui la paura (per il terrorismo, la criminalità o la decadenza morale) diviene anche una dimensione politica creata ed alimentata ad arte dall'èlite del potere per indurci ad adottare i suoi provvedimenti (come azioni belliche altrimenti impopolari) o, in altri casi, per distrarre l'opinione pubblica verso fenomeni o pericoli isolati, fornendo così la possibilità di evitare problemi più gravi che le istituzioni non sanno o non vogliono affrontare.

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