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L'ibridazione mediatica. La radio in rete

Autore
Alba Rizzo - Università degli Studi di Bari - [2004-05]
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  • Indice
  • Bibliografia
  • Tesi completa: 219 pagine
  • Abstract
    Internet si è presentato come il mezzo che ha destabilizzato l’assetto del sistema dei media, determinando una fase di cambiamento nella quale il ruolo dominante della televisione è stato fortemente messo in discussione, la radio ha vissuto invece un processo che la sta accompagnando ad essere uno dei pochi medium classici in grado di convivere proficuamente e concretamente con Internet. Nel gioco delle convergenze che si sono create fra i media, la radio sta acquistando una nuova modernità: la web-radio è la nuova frontiera della libertà radiofonica per chi voglia trasformarsi in emittente on line, e per le radio affermate rappresenta un buon canale per la diffusione dei programmi da affiancare alla tradizionale diffusione nell’etere. Internet ha salvato la radio dall'estinzione, ma ha estinto ogni iconografia classica radiofonica presentando una situazione paradossale in cui la radio, smaterializzandosi, assume una nuova materialità, diventa una radio visibile. L’ibridazione è vista come esplorazione di nuovi formati che sono possibili grazie al passaggio on-line. Per gran parte delle radio trasmettere anche in internet significa espandere le proprie possibilità espressive, ampliare il proprio bacino di utenza, rafforzare il rapporto con gli ascoltatori. Sentire la radio ha sempre rappresentato qualcosa di molto diverso da altre esperienze di fruizione mediale, come la lettura di un libro o di un giornale: la radio è sempre adesso, nel momento in cui la si ascolta, appare sempre come una testimonianza della società ed anche nella forma più privata è sempre un’esperienza sociale.
    Questa esperienza risponde a molteplici esigenze sociali, che possono essere ricondotte a funzioni connettive, partecipative e identitarie. Nel panorama comunicativo invaso dalla tv, l’ascolto della radio è una scelta e non frutto di una necessità, il rapporto degli ascoltatori con la loro emittente radiofonica è assai diverso da quello che intrattengono con la televisione, ed è contraddistinto da una fidelizzazione più intensa.
    Il presente lavoro di tesi nasce da un interesse personale per il mondo di Internet e da una grande passione per l’ascolto della radio. Osservando le grandi innovazioni tecnologiche che ormai fanno parte della vita di ciascuno, è facile osservare quanto sia rimasta forte la necessità di accompagnare ogni singola attività quotidiana con un sottofondo musicale, e non uno a caso, bensì quello fornito dall’emittente radiofonica cui si è legati. L’ascolto della musica in radio scandisce ogni attimo della giornata e le voci degli speaker accompagnano ogni gesto. Si crea un rapporto amichevole, confidenziale, e immaginario perché solo l’utente ne è a conoscenza, lo speaker immagina di parlare a tanti, ma non può conoscere ciascun ascoltatore. Internet potenzia la radio permettendo all’ascoltatore di entrare in contatto visivo con quelli che considera i propri amici e compagni di vita; l’ascoltatore diventa in Internet il navigante che viaggia tra le pagine del sito della emittente preferita, osserva i volti di coloro di cui conosce solo le voci e può conoscerli sempre meglio leggendo le curiosità e le informazioni aggiornate che loro stessi decidono di scrivere per presentarsi al pubblico. La radio in Internet diventa visibile, ma non perde la peculiarità del solo ascolto. Chi ama la radio, la musica trasmessa nell’etere e un’emittente in particolare difficilmente rinuncerà all’ascolto tradizionale in favore della sola navigazione in Internet, piuttosto i due usi diventeranno complementari, tanto più che sempre più spesso durante le normali trasmissioni vengono sponsorizzati eventi la cui partecipazione è vincolata alla connessione al sito. Navigare nel sito dell’emittente radiofonica diventa un’attività complementare all’ascolto classico, che lo rafforza maggiormente. La personalizzazione dell’ascolto della musica in Rete non spinge il navigante a rinunciare al ruolo di semplice e tradizionale ascoltatore della radio. E’ affascinante osservare come la radio è tra tutti l’unico medium che è riuscito a escogitare un compromesso davvero vincente nel panorama dei media digitali, proprio per la sua natura imperfetta, come se si trattasse del processo evolutivo e della selezione naturale enunciata da Darwin: la radio è riuscita ad adattarsi meglio ai cambiamenti globali che hanno caratterizzato e continuano a caratterizzare la società moderna. Quelli che erano considerati i limiti della comunicazione radiofonica, e che avevano portato a considerarla come ormai spacciata, sono diventati con l’avvento del digitale, i punti di forza che hanno costituito la base per la rinascita della radio, la scoperta da parte di un più ampio bacino di ascoltatori e la conoscenza da parte del popolo dei naviganti della Rete.
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