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Modelli americani nella stampa femminile

Autore
Paola Farina - Università degli Studi di Milano - [2004-05]
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  • Indice
  • Bibliografia
  • Tesi completa: 84 pagine
  • Abstract
    Questa tesi si propone di analizzare l’influenza dei modelli americani nella stampa femminile italiana. Lo scopo principale è di stabilire eventuali punti di contatto tra i periodici femminili statunitensi e quelli italiani, individuando similitudini o discrepanze a livello iconico e testuale. A partire dal secondo dopoguerra, infatti, è innegabile il ruolo egemone esercitato dall’American way of life sull’immaginario collettivo nazionale. Dai jeans ai corn-flakes, i costumi e lo stile di vita degli italiani sono stati profondamente influenzati dalle merci provenienti dagli Usa. Merci che sono giunte a noi non solo gravide di significati sociali e culturali diversi da quelli abituali, ma anche in grado di promuovere nuove identità individuali e collettive.
    L’esportazione oltre i confini nazionali dei modelli americani di marketing e di consumismo, attuata tra gli anni Settanta e Ottanta, coincide di fatto con il predominio economico e culturale degli Stati Uniti sul mondo. L’intenzione di questo elaborato è quella di indagare un aspetto particolare di tale processo di “americanizzazione”, ovvero quello relativo alla stampa femminile. È innegabile che la pubblicità, il giornalismo, il cinema, i fumetti, la televisione e la radio siano stati toccati della longa manus statunitense. I loro contenuti, e in alcuni casi persino la loro genesi, affondano infatti le radici al di là dell’Oceano. I giornali dedicati alle donne, invece, non hanno goduto delle attenzioni riservate agli altri mass-media. La trattazione esistente in materia si ferma alla prima metà degli anni Settanta e offre al lettore una visione piuttosto limitata e di parte del fenomeno. Non va dimenticato che essa si sviluppa nel periodo della contestazione studentesca e del femminismo, due approcci da sempre molto critici verso tutto ciò che è made in Usa.
    L’elaborato si divide in tre capitoli. Il primo offre una visione generale dell’Italia tra gli anni Cinquanta e Sessanta. Il decennio del boom economico è di importanza capitale per comprendere l’influenza che il modello giornalistico americano giocherà sulla stampa nazionale. In questi anni, infatti, si assiste non solo alla diffusione del «Reader’s Digest», principale strumento di propaganda americana; ma anche alla nascita di «Panorama» e «L’Espresso», i due newsmagazine italiani ispirati agli statunitensi «Times» e «Newsweek»; e della stampa femminista.
    Il secondo capitolo, invece, affronta la questione della stampa femminile e la sua evoluzione, prendendo in esame il periodo compreso tra il 1970 e il 2005. Viene offerta una panoramica dei principali periodici specializzati e un’analisi dei contenuti. In particolare sono state individuate alcune macro aree che evidenziano l’influenza dei modelli ideologici e culturali americani nell’immaginario collettivo italiano. Infine viene presentata una breve sintesi sulla reazione della stampa femminista di fronte all’ingerenza dello stile di vita statunitense nei costumi italiani.
    Il terzo capitolo da un lato analizza il nuovo modello di periodico femminile rappresentato da «Io Donna» e da «D La Repubblica delle Donne», supplementi del «Corriere della Sera» e «La Repubblica»; e dall’altro le nuove teorie sul consumo, che sottolineano il ruolo attivo giocato dai consumatori nell’atto dell’acquisto e di fronte ai messaggi pubblicitari. Il capitolo suggerisce anche la possibilità di un modello alternativo di bellezza femminile, presentando la campagna Dove “Per la bellezza autentica”.
    In chiusura dell’elaborato sono state inserite le interviste realizzate ad alcuni periodici femminili italiani.
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